Montagna lombarda, ecco le strategie per il suo futuro
Presentati in Consiglio regionale i risultati della ricerca realizzata da Irer, Università di Milano e Università di Bergamo. Per valorizzare le nostre catene montuose
Superare la frammentazione istituzionale è oggi un requisito indispensabile e vitale per lo sviluppo della montagna lombarda. Occorre dare maggiore autonomia alle istituzioni locali montane, fare in modo che i presidenti delle Comunità montane e dell’Unione dei Comuni siano eletti direttamente dai cittadini, superare il sistema degli incentivi a favore di una fiscalità che lasci le risorse sul territorio. Sono queste alcune delle proposte che emergono dalla ricerca “La montagna lombarda: gli strumenti per una nuova competitività", presentata oggi in Consiglio regionale.
La ricerca, promossa dalla Commissione regionale “Attività produttive”, è stata svolta dall’IReR (l’Istituto regionale di ricerche della Lombardia) in collaborazione con le Università di Bergamo e di Milano. L’obiettivo è quello di offrire alle istituzioni locali, alle associazioni e agli operatori spunti di riflessione per cercare di capire dove e come sia opportuno indirizzare le politiche per il turismo e l’agricoltura in montagna, ai fini di una maggiore competitività dei territori montani.
“L’innovazione è cruciale per il rilancio dell’economia montana – ha detto il direttore dell’IReR Alessandro Colombo – ma bisogna innanzitutto scommettere sugli uomini; non esistono infatti leggi che fanno innovazione, ma servono leggi di sostegno allo sviluppo. Questo è compito della Regione e in particolare del Consiglio regionale”.
“Turismo e agricoltura sono i due principali filoni che hanno ispirato l’indagine – ha aggiunto il presidente della Commissione “Attività produttive” Carlo Saffioti (FI) – . La montagna occupa il 40% del territorio lombardo ed è una realtà strategica per lo sviluppo economico e sociale dell’intero territorio regionale. Purtroppo però la stagione 2005/06 ha registrato un calo del 20% della redditività delle attività economiche montane; serve quindi che tutti quanti, istituzioni locali, operatori e Regione, concordino strategie comuni per il rilancio della montagna”.
“Lo studio effettuato indica la necessità di costruire pacchetti turistici di qualità – ha concluso Saffioti – e per fare questo in Lombardia dobbiamo aumentare l’offerta di sport, benessere, percorsi naturali collegati con i laghi e i parchi, anche nelle zone di montagna ”.
Sul tema “Montagna e Turismo” è intervenuto Andrea Macchiavelli, docente di Economia del Turismo dell’Università di Bergamo, mentre sul rapporto tra “ Montagna e agricoltura” si sono soffermati Roberto Pretolani, Guido Sali e Danilo Bertoni del Dipartimento di Economia e Politica agraria agroalimentare e ambientale dell’Università Statale di Milano.
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