L’ Anpi e la vicenda di Brumana
Riceviamo e pubblichiamo una nota dell'associazione nazionale dei partigiani
Riceviamo epubblichiamo
L’intitolazione del 1928 dello stadio di Bergamo a M. Brumana è fatto noto, come pure la sua elevazione tra i primi martiri del fascismo e le altre notizie biografiche.
Del resto la pregevole ricerca di storia locale di Pier Giuseppe Sironi “Quei camion che facevano paura”, pubblicata nel 1994, ha precisato anche qualche ulteriore elemento storico e biografico, ossia che le “spedizioni avanguardistiche” di cui fu protagonista insieme ai suoi “ amici” erano vere e proprie operazioni squadristiche organizzate.
Brumana, già fondatore nel 1919 del Fascio di Gallarate, dal 1921 era Comandante delle Squadre d’Azione gallaratesi “Barocchi”, ”Falossi”,”Landini “ e “Disperata” e nel 1922 con Carlo Ravasio aveva fondato la “Intesa Fascista del Gallaratese” per coordinare le azioni squadristiche ,che infatti si intensificarono da allora fino alla grande spedizione punitiva del settembre ’22 ,che colpì tutto il territorio.
Il Brumana fu sempre presente nelle più note azioni squadristiche: per citarne alcune , nell’aprile ’21 con l’irruzione nell’ufficio del Sindaco di Gallarate Leone Spaini, “reo” di non aver fatto esporre il Tricolore il giorno del Natale di Roma, e nel 4 agosto ’22 con l’assalto al Broletto di Gallarate con cui i fascisti imposero l’esautorazione della legittima Amministrazione Comunale di Paolo Campi.
Tutto ciò avveniva con un crescendo di intimidazioni e violenze operate in tutta la plaga del gallaratese, fino al tragico incidente di Cardano dove la notte del 4 settembre trovò la morte. Anche il processo del 1924 celebrato presso il tribunale di Busto Arsizio non chiarì fino in fondo quella vicenda che aveva preso avvio da una banale rissa tra “machi” avvenuta la sera precedente presso la balera della Casa del Popolo e che la sera successiva portò ad un alterco degenerato in zuffa tra il comunista L.Ferrazzi,supportato dai suoi amici, ed il fascista G. Asietti che nella piazza di S.Anastasio sparò un colpo di pistola per difendersi. Di quel che poi accadde si può ricostruire con certezza solo che il Brumana – già intenzionato a visitare il fascio di Cardano e ad effettuare un giro di intimidazione nel paese- ricevette presso il Caffè Ranzoni ,presso cui i fascisti erano soliti ritrovarsi, una misteriosa telefonata, a seguito della quale si precipitò in piazza a Cardano con altri tre squadristi in divisa e lì fu colpito a morte nel corso di una sparatoria.
La rappresaglia fascista che seguì questi accadimenti fu violentissima: a Gallarate aggredirono gli antifascisti, incendiarono l’abitazione del deputato socialista Francesco Buffoni, distrussero quella di Campi, assaltarono la Casa del Popolo, misero al bando dalla città Buffoni, Campi e FermoCorbetta, segretario della Camera del Lavoro, costringendoli all’esilio; analoghe operazioni furono condotte su tutto il territorio: Cardano, Casorate, Somma, Golasecca, Verghera,Samarate,Ferno, Lonate…
Queste precisazioni sono opportune per evitare facili, opportunistici fraintendimenti: il Brumana fu sì un giovane di bell’aspetto e bravo, sostegno di famiglia (col suo lavoro manteneva la madre ed i fratelli più piccoli), ma per la memoria storica fu uno squadrista fascista , propagandisticamente trasformato in martire del fascismo da quel regime che, con l’intitolazione dello stadio di Bergamo, elevava all’empireo un protagonista di quelle tante violenze che accompagnarono l’ascesa al potere di Mussolini ; un fascista che anticipò quello stesso stile di governo rivendicato dal Duce nel discorso alla Camera del 3 gennaio 1925 con cui – tra gli altri crimini squadristi- si assumeva la responsabilità politica anche del delitto Matteotti.
La Presidenza dell’ ANPI Gallarate
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