«Formigoni sta trasformando la sanità in business»
Mario Agostinelli, consigliere regionale di PRC, torna ad attaccare la politica sanitaria regionale
Cosa stia succedendo in Lombardia nel comparto sanità se lo chiedono in tanti. Ad esprimere preoccupazione è l’esponente di Rifondazione Mario Agostinelli: «Un passo indietro che prelude certamente due passi avanti. Perché il congelamento odierno del nuovo soggetto per la gestione del 118 accoglie la nostra osservazione che non sia opportuno infilare una materia così delicata in un anonimo provvedimento finanziario. Ma, dopo la sostituzione dell’assessore dissidente, sulle intenzioni del Presidente Formigoni e della sua Giunta di aprire ai privati il controllo e la gestione del servizio non possono esserci dubbi».
Nonostante le parole del Governatore Formigoni che getta acqua sul fuoco per la polemica, l’esponente dell’opposizione lancia l’ennesimo allarme: «Per aprire una nuova attività sanitaria – un laboratorio o un ambulatorio diagnostico e terapeutico – sarà infatti sufficiente una semplice comunicazione di avvio, in evidente contrasto con la legge nazionale, che impone invece la necessità di un’autorizzazione preventiva. Il paradosso è che in Regione Lombardia si applica il massimo di rigidità normativa per i phone center, le moschee, i centri sociali, con vincoli talmente rigidi da impedirne o metterne a rischio l’attività. Ma rispetto a strutture che si occupano, ricordiamolo, della salute dei cittadini, si concede il massimo di flessibilità a tutela degli interessi dei privati. Il provvedimento elimina anche la vidimazione da parte delle Asl del registro infortuni delle imprese, a fronte di statistiche sugli incidenti sul lavoro e sulle morti bianche che fanno rabbrividire. E cancella l’obbligo di certificazione sanitaria per gli apprendisti.
Così, tassello dopo tassello, Formigoni porta avanti il processo di trasformazione della sanità in puro business. Apprestandosi sicuramente a presentare un intervento legislativo ad hoc per la fondazione del 118».
Agostinelli promette di vigilare sulla questione e di opporsi all’approvazione del provvedimento approvato: «Contrasteremo nei prossimi mesi qualsiasi tentativo, sotto qualunque forma si presenti, di aprire ai privati il controllo di un servizio la cui imparzialità può essere garantita soltanto dall’interesse pubblico. A tutela dei diritti fondamentali dei malati e dei cittadini».
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