Riapre il Museo Baroffio
Il prezioso museo nuovamente visitabile dopo la pausa invernale con importanti novità
Inizia una nuova stagione del Museo Baroffio e del Santuario del Sacro Monte sopra Varese: sabato 17 marzo 2007 riapre al pubblico il museo incastonato nel fianco del Santuario di S. Maria del Monte. Giorni e orari di apertura rimangono gli stessi degli anni precedenti (giovedì, sabato e domenica 9,30-12,30; 15-18,30), così come è sempre valida la possibilità di apertura straordinaria su prenotazione in altri giorni e orari.
La riapertura è accompagnata da importanti novità.
Sarà presentato l’allestimento definitivo delle opere acquisite nel 2006, protagoniste della mostra Oggi in Museo. Faruffini, Frattini, Quattrini, Bodini che l’anno scorso ha incontrato il favore di pubblico e stampa.
Nella sala dedicata all’arte sacra contemporanea troverà collocazione permanente un dipinto di Georges Rouault (Parigi 1871 – 1958), celebre pittore espressionista: un Volto di Cristo, già mostrato eccezionalmente durante la Pasqua 2004 per volontà di Mons. Pasquale Macchi, che porta al Sacro Monte l’arte di uno dei più grandi artisti del Novecento. Pur interrompendo il tema mariano della sala, interamente dedicata alla Vergine la cui devozione segna da secoli la storia di questo luogo, il Volto di Cristo di Rouault si aggiunge alle opere di altri importanti artisti francesi, come l’Incoronazione della Vergine di Bernard Buffet o la litografia Madonna con il Bambino di Henri Matisse, amico e compagno di studi dello stesso Rouault.
Tutti coloro che vorranno apprezzare più a fondo il dipinto di Rouault, che raffigura il volto del Cristo sofferente, quasi immagine impressa sul telo della Veronica, potranno approfittare delle due visite guidate gratuite, comprese nel biglietto d’ingresso, della serie Il museo racconta. Pasqua per immagini: dalle miniature medievali a Rouault giovedì 22 e 29 marzo, ore 16.00.
Dal 17 marzo fino al 30 giugno 2007 il museo ospiterà la sezione finale della mostra didattica I manufatti medievali di Domenico e Lanfranco da Ligurno tra Santa Maria del Monte e Voltorre, allestita nel vicolo medioevale del borgo (www.400.sacromontevarese.it). Già presentata in anteprima nell’ottobre 2006 e ora riproposta con alcuni ampliamenti, la mostra è dedicata agli scultori Domenico e Lanfranco da Ligurno, ai quali spetta una posizione di rilievo nel panorama della scultura medievale lombarda. A loro è attribuita una delle sculture romaniche più insigni del territorio varesino, la Madonna con il Bambino che è stata scelta come immagine-simbolo del restaurato museo. La sua iconografia enigmatica, che rimanda alla devozione per la Madonna della Cintura, è il tema dei pannelli ospitati in museo dove è possibile ammirare il corpus più consistente delle opere dei due magistri.
Presso il museo è disponibile una pubblicazione, pensata quale contributo di ricerca per la mostra, a cura di Alfredo Lucioni, Paola Viotto, Laura Marazzi, Piero Lotti, che rientra nell’apprezzata serie dei Diari del Baroffio (€ 5,00).
Sarà presto comunicato un programma di visite guidate gratuite alla mostra e alle opere medievali di Domenico e Lanfranco oggi in museo.
Periodo mostra: 17 marzo – 30 giugno 2007.
Luogo: vicolo medioevale del borgo (tra la Via Sacra e la piazzetta del Museo) e Museo stesso.
Mostra nel vicolo sempre visitabile. Per sezione mostra in museo: orari apertura Museo Baroffio e del Santuario (giovedì, sabato e domenica 9.30-12.30/15-18.30; ingresso € 3,00 – € 1,00).
Il museo è uno scrigno d’arte che alla collezione storica del santuario unisce la collezione privata donata nel 1929 dal barone Giuseppe Baroffio Dall’Aglio. Grazie alla sua generosità si poté costruire il museo che dal 2001 si presenta restaurato e notevolmente ampliato.Il museo accoglie chi vuole leggere la storia secolare del luogo attraverso la bellezza di sculture romaniche, miniature di codici preziosi, paliotti d’età sforzesca e chi sa apprezzare il ricco e vario patrimonio delle donazioni succedutesi fino ai nostri giorni, con dipinti lombardi, emiliani, olandesi, fiamminghi dal XV al XVIII secolo, fino alla sezione di arte sacra contemporanea voluta da Mons. Pasquale Macchi.
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