Sindacati contro la Provincia di Varese per il trasferimento dei dipendenti all’Agenzia Formativa
FP Cgil, Cisl FP dei Laghi e Al Cobas: “Scelta senza garanzie, pronti all’esposto alla Corte dei Conti”
Una decisione unilaterale, priva di certezze sul piano giuridico, finanziario e contrattuale. È così che le organizzazioni sindacali CGIL, CISL FP dei Laghi e AL Cobas definiscono la scelta della Provincia di Varese di trasferire il personale provinciale all’Agenzia Speciale Formativa. I sindacati hanno formalmente diffidato il Presidente Marco Magrini dal procedere in questa direzione e hanno annunciato che è in preparazione un esposto alla Corte dei Conti, già richiesto anche da alcuni dipendenti.
Una scelta contestata da più fronti
L’operazione – prevista da una delibera presidenziale del 2 luglio 2025 – ha subito incontrato la contrarietà dei sindacati confederali e di base, che ne mettono in dubbio la legittimità, la sostenibilità economica e soprattutto le tutele per i lavoratori coinvolti.
Dopo un’assemblea congiunta tenutasi il 27 novembre 2025, alla presenza del personale provinciale, ex regionale e dell’Agenzia Formativa, le tre sigle sindacali hanno ricevuto mandato unanime per formalizzare un esposto alla Corte dei Conti. Secondo quanto riportato nelle comunicazioni ufficiali, l’operazione comporta rischi concreti di esternalizzazione impropria del personale e potrebbe configurare una violazione degli obblighi di corretto utilizzo delle risorse pubbliche.
Le criticità secondo i sindacati
Tra i principali nodi sollevati dalle organizzazioni sindacali: assenza di garanzie sul mantenimento del contratto pubblico per i lavoratori coinvolti nel trasferimento; rischio di precarizzazione del personale a causa della natura giuridica dell’Agenzia Formativa; incertezza finanziaria, con un modello di finanziamento regionale “a progetto” che espone l’Agenzia a fluttuazioni e mancanza di stabilità; mancanza di un piano di rientro o ricollocamento per i lavoratori in caso di eventuale cessazione dell’attività dell’Agenzia.
In un passaggio della lettera inviata da AL Cobas firmata da Alessandro Grazioli si evidenzia che la Regione stessa, in operazioni simili, ha sempre previsto un “ruolo transitorio ad esaurimento” per salvaguardare il personale pubblico già in servizio. Un’impostazione che, secondo i sindacati, non è stata rispettata dalla Provincia di Varese.
Un esposto già arrivato, altri in arrivo
Secondo quanto raccolto, un primo esposto alla Corte dei Conti è già stato depositato da un dipendente e altri potrebbero seguire. CGIL, CISL e Cobas si stanno muovendo per formalizzare una segnalazione unitaria, proprio come richiesto a gran voce dai lavoratori durante l’assemblea di novembre.
Nel frattempo, i sindacati ribadiscono che senza adeguate tutele (mantenimento del contratto pubblico, ruolo ad esaurimento, salvaguardia dei diritti acquisiti), il trasferimento dovrà essere su base esclusivamente volontaria, come già stabilito da una recente sentenza del Tribunale di Ravenna.
La posizione unitaria delle sigle
«In caso contrario, ci sentiremo liberi di tutelare lavoratrici e lavoratori nelle sedi e con le modalità più opportune» si legge nella nota congiunta firmata da Franco Doleci (FP CGIL),e Nunzio Pantò (CISL FP).
I sindacati confermano la volontà di proseguire le azioni di tutela e chiedono all’ente provinciale di interrompere l’iter di trasferimento del personale, in attesa di garanzie concrete e condivise.
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