Scattano i saldi invernali, “Sconti in aumento rispetto all’estate, ma più bassi dell’anno scorso”
Con l'avvio dei saldi entrano in gioco le tutele della direttiva Omnibus per contrastare i finti sconti e le nuove norme sulla garanzia dei prodotti che non prevedono più limiti di tempo per la denuncia del difetto
I saldi invernali 2026 sono ufficialmente ai blocchi di partenza. In Lombardia, come nella gran parte delle regioni italiane, lo shopping scontato scatta oggi, sabato 3 gennaio, dando il via a una stagione di acquisti che si preannuncia vivace ma con sconti leggermente diversi rispetto al passato recente.
Le stime: sconti più alti rispetto all’estate
Secondo lo studio condotto dall’Unione Nazionale Consumatori (UNC) su dati Istat, i ribassi di quest’anno saranno mediamente più generosi di quelli visti nell’estate 2025, pur restando un gradino sotto i livelli dell’inverno scorso. Per il comparto di abbigliamento e calzature nel suo insieme, lo sconto medio stimato si attesta al 18,6%.
Nello specifico, la convenienza maggiore riguarda gli indumenti (con un ribasso del 20,5%), seguiti dalle calzature (17%), che segnano il balzo più significativo rispetto alla scorsa estate (+1,2 punti). Più contenuti, come da tradizione, i tagli sui prezzi degli accessori, che si fermano all’8,8%.
Il consiglio: guardare il prezzo, non la percentuale
Le nuove tutele introdotte dalla Direttiva Omnibus obbligano i negozianti a indicare chiaramente il “prezzo precedente”, ovvero il listino più basso applicato negli ultimi 30 giorni. Tuttavia, la prudenza non è mai troppa.
«Suggeriamo ai consumatori di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare, senza farsi incantare da sconti improbabili che possono trarre in inganno – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori –. La direttiva Omnibus rende più rischioso fare ribassi farlocchi ma non li impedisce. Ricordiamo, poi, che se il prodotto è difettoso non si deve più denunciare il difetto entro due mesi dalla sua scoperta, anche se prima si fa e meglio è».
Regole e diritti: cosa cambia per i cambi e i difetti
Contrariamente a quanto spesso si crede, le regole sulla garanzia non vanno in vacanza durante i saldi. Se un capo acquistato presenta un difetto di conformità, il negoziante è obbligato a ripararlo o sostituirlo. Dal 2022, inoltre, non è più necessario denunciare il problema entro due mesi: il diritto alla riparazione o al rimborso (se la sostituzione è impossibile, ad esempio per mancanza della taglia) rimane valido per 26 mesi dalla consegna.
È bene ricordare che il cambio per “capriccio” (colore non gradito o taglia errata) rimane invece a discrezione del commerciante, così come la prova dei capi in camerino. Sul fronte pagamenti, vige l’obbligo del POS: i negozianti devono accettare carte e bancomat per qualsiasi importo, salvo oggettive impossibilità tecniche.
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