Pesca sostenibile sul Lago di Garda, l’università dell’Insubria coordina l’indagine scientifica
La ricerca guidata dalla professoressa Serena Zaccara analizzerà la salute delle popolazioni di coregone e agone con un focus sulla salvaguardia del prezioso carpione del Garda
(Da sinistra: Giuseppe Crosa, Paolo Espa, Silvia Quadroni e Serena Zaccara nel Laboratorio di ecologia molecolare del Dista a Varese)
L’Università dell’Insubria si mette alla guida di un importante progetto di ricerca per tutelare il fragile ecosistema del Lago di Garda. È stata avviata ufficialmente l’«Indagine sullo stato della comunità ittica del Lago di Garda ai fini della gestione sostenibile dell’attività di pesca», un’analisi scientifica di ampio respiro coordinata dall’ateneo di Varese e Como. Lo studio, iniziato lo scorso ottobre, punta a fornire dati certi per bilanciare la tutela della biodiversità con le necessità della pesca professionale e sportiva.
Un progetto da 830mila euro
L’iniziativa nasce da un accordo istituzionale senza precedenti che vede collaborare fianco a fianco Regione Lombardia, Regione Veneto e Provincia Autonoma di Trento. Il progetto, che si concluderà nel 2027, può contare su un budget complessivo di 830.000 euro finanziato attraverso il Fondo Europeo Feampa 2021-2027. Di queste risorse, Regione Lombardia ha destinato 265.000 euro specificatamente all’Università dell’Insubria, affidandole il prestigioso ruolo di coordinatore scientifico dell’intera operazione.
Il team di ricerca dell’Insubria
Il cuore operativo dell’indagine risiede nel Dipartimento di Scienze teoriche e applicate (Dista) dell’Insubria. Il team è guidato da Serena Zaccara, professoressa associata di Ecologia e responsabile del Laboratorio di Ecologia molecolare. Insieme a lei lavorano Giuseppe Crosa, ordinario di Ecologia, Paolo Espa, associato di Ingegneria idraulica, e la ricercatrice Silvia Quadroni. Questo gruppo multidisciplinare metterà in campo competenze che spaziano dall’ecologia delle popolazioni alle analisi computazionali idrauliche per mappare lo stato di salute delle acque e dei pesci che le popolano.
Tra specie simbolo e innovazione
Il monitoraggio utilizzerà un mix di tecniche tradizionali e metodi innovativi per studiare le dinamiche tra le diverse specie. L’attenzione dei ricercatori si concentrerà in particolare su coregone e agone, pesci fondamentali per l’economia della pesca professionale, analizzando la sostenibilità degli attrezzi utilizzati. Un occhio di riguardo sarà riservato al carpione del Garda, specie endemica e simbolo del lago, oggi rara ed elusiva, la cui convivenza con le altre popolazioni ittiche rappresenta una delle sfide ecologiche più urgenti per la gestione del bacino.

TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
GrandeFratello su I tulipani piantati "contro l'abbandono" a Villa Toeplitz a Varese
principe.rosso su Un pilota, mille invisibili
Lena Bandi su Nursery Cryme: le filastrocche e quella paura, un po' vittoriana, del sesso di Peter Gabriel
Kethav su Ecco il video di Clara girato nel varesotto: dal Prins Willem alla fattoria Pasquè, tutti i protagonisti
Domotronix su La guerra arriva con un pieno
Bellorinix su La disavventura di una signora di Varese, “Ho pagato l’agenzia immobiliare per una casa che non c’è più”






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.