Americani al voto per le consultazioni di “Mid term”
In netto calo la popolarità del Presidente Bush. I democratici sperano di riconquistare il Congresso dopo 12 anni
Americani alle urne per le consultazioni di metà mandato.
Dopo due anni di presidenza Bush, gli elettori dovranno rinnovare i 435 seggi della camera dei Rappresentanti (attualmente 232 sono occupati da repubblicani, 202 da democratici e uno da un indipendente) e 33 senatori su 100.
Com’è tradizione, c’è molta attesa sull’esito dell’urna che viene giudicata una sorta di test sul gradimento della politica dello stesso Presidente.
George W. Bush si trova attualmente in difficoltà nei sondaggi e i democratici sperano di riuscire a riconquistare il Congresso dopo 12 anni di predominio repubblicano.
La recente sentenza di condanna a morte contro Saddam Hussein ha ridato un po’ di vigore alla corsa repubblicana anche se il giudizio sull’andamento del conflitto in Medio Oriente continua a pesare in modo considerevole sulla popolarità del Presidente.
Contemporaneamente vengono eletti i governatori di 36 Stati tra i quali la California (sicura la conferma del repubblicano Arnold Schwarzenegger), New York (scontato il successo dell’ex procuratore generale di Manhattan Eliot Spitzer, democratico) e la Florida (Jeb Bush conclude il secondo e ultimo mandato e la corsa alla successione è apertissima).
Ci sono poi decine di referendum sugli argomenti più diversi. A questo tipo di consultazioni sono interessati 37 Stati che chiamano gli elettori a pronunciarsi su temi quali l’aborto, il bando dei matrimoni omosessuali, la ricerca sulle cellule staminali, l’aumento del salario minimo.
Una novità arriva dal sistema di voto, dopo il caos del 2000 quando Bush soffiò la vittoria ad Al Gore. Sono state introdotte regole più severe di identificazione degli aventi diritto. I problemi nascono dal fatto che negli USA non sono molto diffusi i certificati di identificazione: il passaporto non è molto comune e la carta di identità non esiste. Il documento più usato è la patente di guida ma non tutti gli americani guidano.Le polemiche, quindi, sono già numerose: si contestano le norme più ferree che scoraggeranno gli elettori più anziani o poveri, mentre qualche ricorso è già stato presentato in Texas e Virginia dove è stato introdotto il sistema di voto elettronico.
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