Un mazzo di fiori e una sedia vuota
Cordoglio e commozione al Consiglio comunale straorinario in ricordo di Michela Badalin
La sala consigliare era affollata come il sindaco Giuseppe Galliani non ricorda di averne mai viste: "un’adesione numerosa e spontanea che conferma l’affetto della popolazione". L’assemblea straordinaria è stata convocata lunedì 6 novembre per ricordare Michela Badalin, capogruppo di minoranza in Consiglio Comunale per la lista "Insieme per Cittiglio", scomparsa domenica 5 novembre in un incidente in Val Antrona.

"Questo incontro è un atto dovuto nei confronti di una persona dalle indiscusse capacità al di là delle differenze nell’impostazione amministrativa" spiega il sindaco Galliani. Le divisioni politiche non contano molto in questo consiglio comunale particolare, in cui si prendono decisioni sul lutto cittadino e si condivide sofferenza e incredulità per la perdita di una persona fondamentale per la comunità
L’assemblea inizia con un minuto di silenzio, poi consiglieri e cittadini intervengono a turno. Non ci sono parole che possano alleviare il dolore davanti ad una pardita così improvvisa e difficile, ma quelli che l’hanno conosciuta raccontano qualcosa di Michela Badalin, aggiungendo ognuno un aneddoto significativo.
Tutti la ricordano per la sua vitalità e per l’energia solare che emanava: altruista, sempre pronta ad ascoltare i problemi degli altri e a cercare una soluzione. Era animata da una vera passione civile e sempre leale anche nel confronto politico, ricordano gli avversari in consiglio comunale.
Manolo Marzaro, ex sindaco di Cittiglio e tuttora nella stessa lista di Michela, racconta: "era talmente attiva e ha fatto così tante cose che sembrava quasi se lo sentisse che la sua vita sarebbe stata breve".
Tra le parole e i ricordi prende forma la personalità di Michela Badalin che ha lasciato un segno indelebile nel paese che tanto ha amato e che ora cerca di ricambiare il suo impegno. 
Al funerale, previsto per mercoledì pomeriggio, verrà portato il gonfalone del Comune e il paese sarà in lutto. Una corona di fiori seguirà il corteo come riconoscimento a 12 anni di attività politica locale. Il sindaco assicura anche che non verrà comunque dimenticata la volontà di Michela che, come la famiglia ha fatto sapere, non amava i fiori e avrebbe preferito devolvere i soldi raccolti a Don Angelo Introzzi, sacerdote a cui era molto legata e parroco di una comunità nel nord dell’Argentina.
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