In Europa con la scuola a otto anni
Seconda visita in Italia dei docenti elementari del progetto Comenius. Oggi accoglienza alla scuola Pieve di Cadore
Un Erasmus in piccolo, ma comunque già a otto anni hanno potuto respirare una ventata di Europa. I bambini delle classi terza A e B delle scuole elementari Pieve di Cadore infatti, hanno accolto oggi, giovedì 19 ottobre, tredici docenti provenienti da Malta, Polonia, Svezia e Turchia. L’occasione è stato il secondo incontro italiano – il primo è avvenuto l’anno scorso – dei docenti che partecipano al progetto “Comenius – Ambaxxaturi”. «È un progetto europeo che si inserisce all’interno del più ampio programma Erasmus – spiega la coordinatrice Emma Bocci -. Per le scuole elementari non è previsto lo spostamento dei bambini, ma solo dei docenti». A Busto, l’Istituto Comprensivo Bertacchi (che comprende le scuole Bertacchi, Bellotti, Moro e Pieve di Cadore) ha aderito proprio su iniziativa di Bocci: rispetto al 2005 le classi che partecipano sono passate da quattro a sette. Il progetto consiste sia negli incontri fra docenti, «che hanno così la possibilità – spiegano le maestre -, di vedere realmente come lavorano gli altri istituti europei», che in lavori portati avanti dai bambini durante l’anno.
Nella prima annualità si è scelto di far lavorare gli studenti sul tema della storia e in particolare di intervistare i nonni per capire come si viveva dal dopoguerra fino agli anni settanta. I lavori sono poi stati messi su un sito internet in modo che i bambini potessero conoscere le abitudini dei propri coetanei stranieri. «Per l’anno scolastico 2005-2006 – continuano le docenti – il tema sarà sempre storico, ma i bambini dovranno fare ricerche sul periodo che va dal 1500 al 1700. I lavori verranno poi messi su un cd e condivisi con le altre scuole europee. È questo uno dei punti fondamentale di questo progetto: non sono attività al di fuori della programmazione scolastica, ma rientrano negli obiettivi didattici. Questi lavori ci permettono di far conoscere ai nostri alunni un approccio diverso alla storia e di toccare contemporaneamente altre materie, come l’arte e la lingua inglese».
Dopo un anno di lavoro, i bambini delle terze A e B della Pieve di Cadore hanno quindi potuto mettere a frutto il lavoro fatto fino ad adesso. Alle 11 di questa
mattina i tredici docenti stranieri sono stati infatti accolti in una scuola addobbata con bandiere e disegni realizzati dagli alunni. Con l’entusiasmo di bambini di otto anni, li hanno poi salutato con una canzone e con il balletto “Aggiungi un posto a tavola”. La visita si è poi conclusa con il tour della scuola e con la presentazione di alcune fra le attività didattiche più importanti: il laboratorio di informatica e il metodo di insegnamento della matematica Dimat. «Siamo contenti di poter mostrate a questi docenti questo sistema di insegnamento che viene dalla Svizzera – ci spiga la maestra -. Qui lo abbiamo introdotto in due classi: permette ai bambini, una volta imparata la teoria, di esercitasi autonomamente sugli argomenti su cui sono più carenti. Gli insegniamo cioè a costruirsi una esercitazione personalizzata per migliorarsi. È importante che gli insegnanti tornino nel loro paese arricchiti di nuove conoscenze e che ci forniscano anche feedback sul nostro lavoro».
Nel pomeriggio è in programma la visita a Busto Arsizio e venerdì e sabato riprenderanno invece i lavori con i bambini e fra i docenti. Il prossimo appuntamento, sarà poi nel 2007 in Svezia.
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