Olimpiadi 2026, in Polonia Bianchi: “I Comuni al centro dello sviluppo territoriale”
Non solo sport ma strategia territoriale, il sistema Milano-Cortina punta su cooperazione tra enti locali, sviluppo economico e promozione culturale per costruire un’eredità duratura
I Comuni al centro della strategia Milano-Cortina 2026. È questo il messaggio emerso a Torun, in Polonia, durante i Campionati Mondiali di Atletica Indoor, dove si è discusso del ruolo dei territori nei grandi eventi sportivi internazionali. A sottolinearlo è stato Matteo Bianchi, membro del Comitato europeo delle regioni, intervenuto nel panel dedicato a turismo, cultura e visibilità globale.
Un modello diffuso per le Olimpiadi 2026
«I Giochi Olimpici non sono più solo un evento sportivo concentrato in una città, ma rappresentano un vero e proprio progetto territoriale diffuso, che coinvolge comunità locali, istituzioni e sistemi economici su scala regionale» – Matteo Bianchi -. Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si distinguono infatti per un modello innovativo che supera la dimensione urbana. Non una sola città, ma una rete di territori che comprende Milano, Cortina d’Ampezzo, Bormio, Livigno e diverse aree alpine.
Un sistema che ha richiesto un forte coordinamento tra istituzioni, ma che allo stesso tempo apre opportunità di sviluppo più ampie per tutto il territorio coinvolto. Al centro di questo sistema ci sono i Comuni, chiamati non solo a gestire l’operatività dell’evento, ma anche a costruirne il lascito nel tempo.
«I Comuni sono il primo livello istituzionale a contatto con i cittadini e i territori. Sono loro a garantire accoglienza, servizi, identità e qualità dell’esperienza per visitatori e atleti» – Matteo Bianchi – Anche le realtà non direttamente coinvolte nelle gare possono beneficiare dell’effetto Olimpico. In molti casi diventano punti di riferimento per l’accoglienza, sedi di eventi culturali e snodi per i flussi turistici.

Le opportunità per i territori
Le ricadute dei Giochi si estendono ben oltre le sedi sportive e toccano diversi ambiti: turismo, con un aumento della visibilità internazionale; infrastrutture, grazie al miglioramento della mobilità e dei servizi; economia locale, con nuove opportunità per imprese e commercio; identità territoriale, attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico.
Un esempio è rappresentato da quei territori che, pur non ospitando competizioni, entrano nella rete olimpica contribuendo alla promozione e alla costruzione di un’identità condivisa. In questo scenario, il ruolo delle Regioni – Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige – si integra con quello dei Comuni in una logica di collaborazione multilivello.
È proprio questa cooperazione uno degli elementi più innovativi del modello Milano-Cortina, che punta a trasformare un grande evento sportivo in una strategia di sviluppo territoriale. «Le Olimpiadi di Milano-Cortina dimostrano che il futuro dei grandi eventi passa da un modello inclusivo e diffuso, in cui i Comuni diventano protagonisti dello sviluppo e della proiezione internazionale dei territori» – conclude Matteo Bianchi –
Un approccio che rafforza il legame tra dimensione locale e scenario globale, valorizzando il ruolo delle comunità nella costruzione di una nuova narrazione europea basata su sport, cultura e cooperazione.
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