All’ASST Sette Laghi la genetica guida le cure: la storia di Cinzia che ha scelto di giocare d’anticipo

La storia di una giovane donna seguita all'ospedale di Varese mostra come la diagnosi genetica possa trasformarsi in uno strumento concreto di prevenzione grazie a un percorso multidisciplinare strutturato e accessibile

genetica

La genetica come strumento di prevenzione e cura, capace di cambiare il corso di una vita. È la storia di Cinzia, 32 anni, seguita a Varese in un percorso multidisciplinare che dimostra come conoscere il proprio patrimonio genetico possa diventare una leva concreta per anticipare la malattia e non subirla.

Quando la genetica diventa scelta

Nella famiglia di Cinzia il tumore al seno e all’ovaio aveva già colpito la madre e la nonna. La scoperta della mutazione del gene BRCA1, avvenuta durante il percorso di cura della madre, ha aperto una nuova possibilità: quella di conoscere il rischio e agire in anticipo.

Con una probabilità del 50% di aver ereditato la mutazione, Cinzia decide di sottoporsi al test genetico. L’esito conferma il rischio aumentato, ma segna anche l’inizio di un percorso costruito su prevenzione e consapevolezza.

«Ho scelto di convivere con il rischio “giocando d’anticipo” – racconta Cinzia – sapere mi ha permesso di agire e di essere proattiva nei confronti della mutazione BRCA1»

Una rete che accompagna

A fare la differenza è l’organizzazione del sistema sanitario varesino. «Non mi sono trovata davanti a un singolo medico – spiega – ma ad una squadra». Un team multidisciplinare composto da genetisti, senologi, ginecologi e psicologi, capace di accompagnare la paziente in ogni fase.

Un ruolo centrale è quello della genetista Ileana Carnevali, che coordina un percorso basato non solo sui dati clinici ma anche sull’ascolto e sulla relazione. Attorno a Cinzia si attiva così una presa in carico completa, resa possibile anche dal lavoro sinergico dell’ASST Sette Laghi e dell’associazione CAOS.

Prevenzione personalizzata

Il percorso prevede controlli intensivi e interventi mirati. Cinzia entra nel programma di sorveglianza della Breast Unit diretta dalla professoressa Francesca Rovera, con esami periodici e monitoraggi costanti.

Parallelamente, viene seguita dall’ambulatorio per l’alto rischio ginecologico, attivo già dal 2008, dove le viene proposta una salpingectomia preventiva. Negli anni successivi, anche grazie al supporto psicologico, affronta ulteriori scelte preventive, tra cui la mastectomia bilaterale e la rimozione di utero e ovaie.

«Ogni passo è stato condiviso – racconta – e pensato anche per la mia famiglia»

Il valore della conoscenza

Il percorso di Cinzia si sviluppa lungo anni, tra controlli, scelte e vita quotidiana. Moglie e madre di tre figli, continua a vivere con la consapevolezza del rischio, ma anche con la possibilità concreta di prevenirlo.

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Alessandra Toni
alessandra.toni@varesenews.it

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Pubblicato il 30 Marzo 2026
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