“Indovina chi viene a cena”: il cibo come ponte per abbattere i pregiudizi
Torna l'iniziativa promossa dall'Associazione 100venti in collaborazione con la Rete italiana di cultura popolare. Tre appuntamenti tra maggio e luglio per conoscersi seduti alla stessa tavola
Superare i confini, abbattere i pregiudizi e costruire spazi di comunanza partendo dal gesto più antico e conviviale del mondo: sedersi insieme a tavola. Torna anche quest’anno il progetto “Indovina chi viene a cena”, l’iniziativa promossa dall’Associazione 100venti che mette al centro la relazione e la conoscenza reciproca.
Nato da un’idea della Rete italiana di cultura popolare di Torino e sostenuto dalla Fondazione CRT, il progetto vede la collaborazione di numerosi Comuni e associazioni su tutto il territorio nazionale. A Varese, l’iniziativa punta a consolidare il successo della passata edizione, che aveva visto la partecipazione di circa cinquanta persone distribuite in sei diversi incontri.
Oltre la gastronomia: un progetto di relazione
Nonostante il nome richiami la tavola, gli organizzatori sottolineano come non si tratti di un evento puramente gastronomico. Il cibo è infatti il “pretesto” per permettere l’incontro tra storie e persone diverse. Alcune famiglie provenienti da vari Paesi del mondo – tra cui Perù, Cina, Etiopia, Egitto, Tunisia, Marocco, Romania, Somalia, Argentina e Afghanistan – apriranno le porte delle proprie case ai cittadini, trasformando il salotto di casa in un luogo di scambio interculturale.
L’obiettivo è trasformare le abitazioni in “case delle culture”, dove il dialogo possa scorrere liberamente tra una portata e l’altra, facilitando l’integrazione e la nascita di nuovi legami all’interno della comunità locale.
Il calendario degli appuntamenti
Le cene, organizzate per piccoli gruppi presso i nuclei familiari aderenti, sono state programmate per tre sabati consecutivi nei prossimi mesi:
16 maggio
13 giugno
11 luglio
L’iniziativa rappresenta un’occasione concreta per scoprire la ricchezza delle diverse tradizioni che compongono il tessuto sociale della provincia, promuovendo una cultura dell’accoglienza che parta dalla dimensione domestica e quotidiana.
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