“Adottare una strada per cambiare il territorio”: la sfida quotidiana di Ermanno Masseroni e Amo Madre Terra

Dalla Valcuvia all’alto Varesotto, il volontariato ambientale diventa un impegno collettivo tra cittadini, scuole e istituzioni

Prendersi cura di una strada come si farebbe con la propria casa. È questa l’idea semplice e concreta alla base dell’impegno di Ermanno Masseroni, classe 1952, fondatore dell’associazione Amo Madre Terra Odv, realtà attiva da anni nella pulizia dei bordi stradali tra Valcuvia e alto Varesotto.

Lo abbiamo incontrato alla diretta “La Materia del giorno” nello spazio Materia.

Quando nasce il suo impegno per l’ambiente?
«Nel 2016, leggendo un articolo su un volontario della Valganna che raccoglieva rifiuti in bicicletta. Ero appena arrivato a Cuvio, in pensione, e ho capito che quello era il volontariato che volevo fare».

Un impegno che poi è diventato un’associazione
«Sì, nel 2022 è nata Amo Madre Terra Odv. Dopo anni di attività ci siamo strutturati anche su suggerimento dei sindaci. Oggi siamo 79 nel gruppo, di cui circa 20-25 attivi».

Cosa significa “pulire una strada”?
«Significa ridarle bellezza e respiro. Quando vedo rifiuti sento come un richiamo: è la “Madre Terra” che chiede aiuto».

Quali sono i rifiuti più frequenti?
«Soprattutto mozziconi di sigaretta, bottiglie di plastica, lattine e sacchetti lanciati dalle auto. Purtroppo sempre le stesse cose».

Generico 13 Apr 2026

Come vi organizzate?
«Ci coordiniamo con un gruppo WhatsApp. Usciamo in piccoli gruppi da tre o quattro persone, con pettorine ad alta visibilità, cartelli e attrezzature. La sicurezza è fondamentale».

E i rifiuti raccolti che fine fanno?
«Li differenziamo e li lasciamo in punti concordati, segnalando ai Comuni o ai gestori come Econord. C’è una buona collaborazione».

In quali zone operate?
«Dalla provinciale tra Cittiglio e Cocquio fino alla Valganna, la Valcuvia e verso Germignaga: circa 110 chilometri di strade, che percorriamo più volte all’anno».

Che tipo di volontari partecipano?
«Di tutti i tipi: pensionati, lavoratori, professionisti. Non c’è distinzione sociale, siamo uniti dall’amore per l’ambiente».

Negli anni è cambiato qualcosa?
«Qualcosa migliora, ma il problema resta. Serve più consapevolezza e anche più controlli e sanzioni».

Lavorate anche con i giovani
«Sì, nelle scuole. I bambini sono entusiasti, capiscono subito. È da lì che bisogna partire».

È difficile coinvolgere gli adulti?
«Non è facile, ma qualcosa si muove. Quando inizi, però, diventa una “dipendenza” positiva».

Qual è la cosa più strana che avete trovato?
«Di tutto: elettrodomestici, copertoni. Recentemente anche un ordigno bellico, poi messo in sicurezza».

Cosa può fare concretamente un cittadino?
«Adottare un piccolo tratto di strada, anche mezzo chilometro, e tenerlo pulito. Basta poco, ma se lo fanno in tanti cambia tutto».

Un gesto semplice, quasi quotidiano, che diventa azione collettiva. Perché la differenza, spesso, comincia proprio da un bordo strada.

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Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 15 Aprile 2026
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