Permette di comunicare e suonare anche a chi non può: premiato il progetto del Facchinetti di Castellanza

Si chiama Speak I 2026 il progetto sviluppato dagli studenti dell’ISIS Facchinetti di Castellanza che ha conquistato il primo posto al Premio nazionale “Francesco A. Lucchino”

La tecnologia che diventa voce, musica e inclusione. Si chiama Speak I 2026 ed è il progetto sviluppato dagli studenti dell’ISIS Facchinetti di Castellanza che ha conquistato il primo posto al Premio nazionale “Francesco A. Lucchino” organizzato dalla Mathesis di Serra San Bruno in collaborazione con la Mathesis Nazionale, per l’anno scolastico 2025/2026, dedicato al tema “Visioni di scienza: innovazioni per la medicina e le sfide del futuro”.

Un riconoscimento importante, accompagnato da una borsa di studio da 1000 euro, assegnato l’11 aprile alla presenza di Vincenzo Vespri, consigliere del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha premiato direttamente i ragazzi sottolineando il valore del progetto e indicando la scuola come esempio di innovazione e inclusione.

Al centro del lavoro c’è un dispositivo indossabile composto da due polsini collegati a computer o smartphone, in grado di trasformare i movimenti delle braccia in azioni: scrivere, comunicare e persino suonare. Una tecnologia pensata per chi ha difficoltà nel parlare o nell’utilizzo di tastiera e mouse, ma che grazie a questo sistema può esprimersi e interagire in modo autonomo.

Il dispositivo permette infatti di selezionare lettere attraverso i movimenti, velocizzando la scrittura grazie a sistemi di completamento automatico; le parole vengono poi trasformate in voce tramite tecnologia text-to-speech. Non solo: il sistema consente anche di controllare strumenti digitali e partecipare a un’esperienza musicale, entrando a far parte di una vera band inclusiva.

Figura centrale del progetto è Simone Cerotti, primo destinatario della tecnologia ma anche parte attiva nello sviluppo. Insieme a lui hanno lavorato Enrico Borghi, Emanuele Pastori, Nicolas Rodrigues, Giulio Moroni e Loris Berra, con il supporto del gruppo e dei docenti Loris Pagani, Damiano Di Paola e Joshua Bonacina. Alla parte musicale collabora anche il professor Domenico Praticò.

Il progetto ha saputo distinguersi per la capacità di unire ricerca tecnologica e dimensione umana, con la musica come ponte tra innovazione e inclusione. Un percorso che negli anni ha già ottenuto riconoscimenti, permettendo anche l’acquisto degli strumenti musicali oggi utilizzati dal gruppo.

L’esperienza, infatti, non si ferma al laboratorio: è nata una vera band inclusiva che presto salirà sul palco per esibirsi dal vivo, trasformando il progetto in un’esperienza interattiva con il pubblico.

 

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
Pubblicato il 18 Aprile 2026
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