Gorla Maggiore ascolta Giuseppe Costanza: “Io, sopravvissuto alla strage di Capaci”
L'agente della scorta sopravvissuto all'attentato del 1992 ha incontrato i ragazzi delle scuole medie di Gorla Maggiore in un evento organizzato in collaborazione con il Comune e l'istituto Moro
Gorla Maggiore ha vissuto una mattinata di profonda riflessione e memoria storica grazie all’incontro con Giuseppe Costanza, l’autista e agente della scorta di Giovanni Falcone sopravvissuto alla strage di Capaci. L’evento, svoltosi mercoledì 22 aprile presso il NUMM, ha coinvolto le istituzioni locali e, soprattutto, i giovani studenti del territorio in un dialogo toccante sulla legalità e sul dovere della memoria.
La voce dei sopravvissuti per le nuove generazioni
L’appuntamento è stato organizzato dal Comune di Gorla Maggiore in stretta collaborazione con l’Istituto Comprensivo “A. Moro” di Solbiate Olona. La testimonianza di Giuseppe Costanza ha rappresentato un momento di altissimo valore civile, offrendo ai presenti un racconto diretto e privo di filtri su uno degli episodi più drammatici della storia repubblicana.
Particolarmente significativo è stato il contributo degli alunni della scuola secondaria di primo grado “A. Volta”, che hanno curato un intervento specifico dimostrando quanto il tema della lotta alle mafie sia sentito anche dai cittadini di domani. La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco, l’ingegner Pietro Zappamiglio, e della dirigente scolastica, la professoressa Maria Concetta Tripoli.
Un dialogo sulla legalità
Il dibattito è stato moderato dal professor Antonio Fraiese e da Marilù Reale, consigliera del direttivo UCIIM Varese per la sezione intitolata a Borsellino e Chinnici. Attraverso le domande e le riflessioni emerse durante l’incontro, Giuseppe Costanza ha ripercorso non solo i tragici momenti dell’attentato, ma anche gli anni di lavoro a fianco del giudice Falcone, sottolineando l’importanza di non abbassare mai la guardia contro l’illegalità.
L’importanza del ricordo
L’incontro al NUMM ha confermato la volontà dell’amministrazione e del mondo della scuola di investire in percorsi di educazione civica che vadano oltre i libri di testo. Ascoltare la voce di chi era presente quel 23 maggio 1992 ha permesso ai ragazzi di dare un volto e un’anima alla storia, trasformando la commemorazione in un impegno quotidiano per la giustizia e la verità.
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