Assolto dal reato di lesioni l’ex convivente di Giusy Caliandro, uccisa a Gemonio nel luglio 2023
La donna morì schiacciata da un’auto fuori dalla sua abitazione di corte, tre anni fa. Fece una denuncia per le aggressioni subite: il giudice ha pronunciato il verdetto. L'amica: “Voleva ritirare la querela"
Giusy Caliandro (nella foto), classe 1981, fu vittima nel luglio 2023 di un terribile fatto di sangue che la vide morire in strada, schiacciata intenzionalmente da un’auto.
La donna aveva denunciato di essere stata vittima di un’aggressione da parte dell’ex convivente. L’uomo, oggi 62enne, di origini marocchine, è stato assolto dal tribunale di Varese “per non aver commesso il fatto”.
Un processo celebrato senza la parte offesa, ma comunque giunto al termine dell’iter procedurale di primo grado. La pronuncia è stata emessa dal giudice Stefania Brusa, davanti alla quale è sfilata anche l’unica testimone del procedimento: un’amica della vittima che ha riferito la posizione di Giusy Caliandro, spiegando che, dopo i fatti, aveva sporto denuncia ma che — a suo dire — avrebbe voluto ritirare la querela. Una decisione che però non fece in tempo a concretizzarsi.
La sera del primo luglio 2023 la donna venne investita dall’auto guidata da un uomo (sembra di nazionalità albanese), noto alle forze dell’ordine e oggi irreperibile, fuggito subito dopo l’omicidio, probabilmente approfittando della vicinanza con il confine svizzero: non distante venne trovata l’auto. In un primo momento l’episodio venne rubricato sul piano sanitario come incidente stradale, ma dall’escussione dei primi testimoni oculari i carabinieri compresero che la dinamica appariva anomala. Le indagini cambiarono quindi direzione, passando dall’ipotesi di omicidio stradale a quella di omicidio volontario.

La giovane donna, che abitava a Gemonio in una corte lungo la via Garibaldi (nella foto), quella sera — un sabato — arrivò in paese verso l’ora di cena accompagnata da una persona in auto che, in seguito, si sarebbe rivelata il suo assassino. Fra le persone ascoltate dai carabinieri nell’immediatezza vi fu anche l’ex compagno, senza però che emergessero responsabilità rispetto all’omicidio.
Dopo il decesso della 41enne è proseguito il procedimento nato da una querela per un’aggressione fisica avvenuta nel 2022, circa un anno prima dei fatti. Si trattava di un’ipotesi di reato per lesioni personali, con una prognosi di 40 giorni.
Ora è arrivata la sentenza che scagiona l’uomo — assistito dall’avvocato Andrea Prestinoni — assolto “per non aver commesso il fatto”. È probabile che le motivazioni della decisione del giudice risiedano nel fatto che il racconto contenuto nella querela non abbia trovato pieno riscontro nelle dichiarazioni rese a dibattimento dall’unica testimone.
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