“Abbiamo dovuto rinunciare al servizio pullman per i nostri figli”

Alcune famiglie di via Broggi hanno scritto una lettera sul perché sono stati costretti a non usufruire del servizio scolastico. L’assessore all’istruzione: “non si tratta di un servizio a domicilio”

“Alcuni di noi sono stati costretti a rinunciare al servizio di trasporto pubblico scolastico”: lo hanno scritto alcuni genitori in una lettera indirizzata all’assessore alla pubblica istruzione Stefano Candiani. I genitori in questione sono tutti residenti nella zona di Via Broggi, dove vi sono le case popolari costruite negli anni ’70. 

Nella lettera i genitori lamentano il fatto della scelta della fermata dell’autobus che tutte le mattine passa in quella zona a prendere gli alunni delle scuole elementari. “La scelta della fermata all’incrocio di Via Broggi è, a nostro avviso, poco razionale, in quanto crea tutta una serie di disagi: ci costringe ad accompagnare i bambini (perché troppo piccoli) alla fermata, circa duecento metri dalle abitazioni, e, a volte, il ritardo del pullman, in particolare al mattino, non ci permette di raggiungere in orario i luoghi di lavoro; riteniamo poi che il posto scelto sia pericoloso, perché prossimo a uno stop ed a un incrocio; i disagi poi aumentano in caso di intemperie perché l’area è completamente scoperta”.

 

Questo il tenore della lettera e questa, invece, la replica dell’assessore Candiani. “È ovvio che la fermata non viene messa davanti all’entrata di casa  – viene messa in una posizione che è una via di mezzo tra gli utenti della zona. Il servizio è fatto per tutti e non solo per un gruppo. Se spostassimo il servizio a favore di questi genitori, se ne lamenterebbero altri. Qualsiasi incrocio è pericoloso, ma voglio proprio vedere se il pullman si ferma proprio all’incrocio. Si ferma invece a venti metri di distanza, dove passa una macchina ogni quarto d’ora e dove i bambini non devono nemmeno scendere dal marciapiede per salire sul mezzo. Per quanto riguarda la zona scoperta, non possiamo mettere tettoie ad ogni fermata. Ogni anno rifacciamo il tragitto del pullman in base alle esigenze del territorio, non possiamo riempire la città di gabbiotti e tettoie”.

 

Sul fatto che, in base a questi problemi, alcune delle famiglie che hanno firmato la lettera “sono state costrette a rinunciare al servizio pullman" e ritengano che il servizio non corrisponda ai loro reali bisogni, Candiani risponde che “se ci hanno rinunciato, è perché non lo ritenevano conveniente. Il servizio così come è fatto rispetta gli interessi collettivi e loro chiedono che sia modellato sui loro interessi. Stiamo poi parlando di duecento metri di marciapiede".

 

“Molti pensano sempre che quello che fa il comune non valga niente – conclude Candiani – qui abbiamo un servizio che il comune fa con grande fatica e che costa alla comunità 200 milioni l’anno, a fronte di un’entrata di 50 milioni. Si tratta quindi di due terzi del costo, che sono a carico di tutti cittadini di Tradate per un servizio che aiuta circa 150 bambini: un costo procapite di un milione per ogni bambino. Ci vorrebbe un po’ più di volontà da parte di alcuni cittadini per un servizio che non è a domicilio”.

 

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Pubblicato il 18 Ottobre 2001
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