“Gallarate città aperta”, il futuro secondo Rifondazione

Documento politico del partito di Bertinotti in vista delle elezioni amministrative. Un duro atto d'accusa all'egoismo sociale

Riceviamo e pubblichiamo

Inquinamento, isolamento, disagio, paura, traffico, egoismo, individualismo: questa è la cruda realtà di Gallarate.

Una Gallarate che non ci piace.

Bisogna ripensare un progetto per la nostra città che permetta a tutti, uomini, donne, bambini/e, anziane/i, migranti e nomadi di viverla. Un progetto globale che sa rispondere alle esigenze locali ragionando ed agendo contemporaneamente sulle questioni che la globalizzazione economica impone. Un progetto locale che non si limiti a gestire le imposizioni dei governi sovranazionali e nazionali ma che ha l’ambizione di costruirsi ed incidere dal basso sul modello del bilancio partecipativo.

Per iniziare a costruire una città diversa individuiamo oggi tre binomi fondamentali tra loro fortemente intrecciati: SALUTE e AMBIENTE, DIRITTI di CITTADINANZA e SERVIZI SOCIALI, SOCIALIZZAZIONE e ACCOGLIENZA.

Una città non sopravvive rincorrendo il centro e abbandonando le periferie: serve un modello di CITTA’ RICCA DI ISOLE dotate di quanto occorre per la vita quotidiana entro distanze percorribili agevolmente e a piedi, valorizzando il ruolo fondamentale della piccola distribuzione contro la prepotenza degli ipermercati. Il soffocante problema del traffico non si risolve solo proponendo l’uso del mezzo pubblico in luogo dell’auto ma riducendo gli usi obbligati del mezzo privato. Non basta tamponare l’emergenza chiudendo il centro alcune domeniche, quando dietro la porta di casa c’è un aeroporto che brucia migliaia di tonnellate di carburante. La difesa della salute e dell’ambiente passa dal contrastare l’hub Malpensa; da una politica dei rifiuti che si oppone agli inceneritori e che promuova realmente la raccolta differenziata (Gallarate differenzia appena il 17,4% dei propri rifiuti) e il riutilizzo e la minore produzione dei rifiuti stessi; dalla applicazione del principio di massima precauzione sull’inquinamento elettromagnetico prodotto da antenne e ripetitori, soprattutto oggi che enti locali possono ulteriormente restringere i limiti di legge; dalla scelta di essere un territorio libero da prodotti transgenici nei campi come nelle mense scolastiche: la salute dei cittadini non deve essere considerata una variabile dipendente dal profitto.

Il primo diritto di cittadinanza si realizza attraverso una abitazione dignitosa. Centinaia di alloggi sfitti, l’aumento dei canoni di locazione, il moltiplicarsi degli affitti in nero determinano in Gallarate una insicurezza abitativa che preclude la possibilità di progettare la propria vita. L’emergenza casa si affronta con progetti di edilizia pubblica che recuperano le situazioni più degradate, con un intervento di intermediazione e garanzia dell’Ente locale e con una politica tariffaria che sappia disincentivare il mantenimento di abitazioni vuote. Al pari della casa, sono essenziali i servizi forniti dall’AMSC: acqua, gas, trasporti (bisogni primari) rifiuti non devono essere privatizzati. L’Ente Locale deve, nell’ambito degli spazi consentiti dalla legislazione nazionale, salvaguardarne il carattere pubblico e provvedere ad una parziale redistribuzione della ricchezza attraverso una riduzione delle tariffe per le fasce più deboli. Occorre incrementare la quantità e migliorare la qualità dei servizi, prevedendo forme di controllo da parte degli utenti.

L’Ente locale deve farsi carico di forme di sperimentazione in materia di servizi alla persona individuando gli elementi cardine che caratterizzano i cittadini tutti, dai neonati agli anziani.

Gli asili nido devono essere pienamente utilizzati e le rette devono essere contenute. Bisogna abbandonare la logica del controllo che sempre stigmatizza il/le giovani come devianti, sostenendo la loro volontà di aggregazione e partecipazione anche attraverso pratiche di autogestione. Affrontare l’invecchiamento della popolazione e le nuove esigenze presenti sia con strutture protette per i non autosufficienti sia facilitando il permanere degli anziani sul territorio con la città a isole con il potenziamento dell’assistenza domiciliare e la costruzione di consultori geriatrici capaci di dare una assistenza socio-sanitaria attraverso accordi di programma con l’ASL.

Il progetto di città alternativa che vogliamo non si costruisce solo nelle Istituzioni, ma con la partecipazione di tutti. Servono luoghi di socializzazione, di incontro e di Memoria per non svanire le ragioni fondanti della nostra Repubblica. Anche a Gallarate uomini e donne hanno combattuto, contribuendo all’abbattimento del regime fascista: per rinnovare quei valori serve istituire un luogo della Resistenza di ieri e di oggi, non un semplice spazio documentale ma un laboratorio in cui fare e agire la Cultura.

"la trasformazione della realtà non è compito di un solo attore, per forte, intelligente, creativo che sia. Né i soli attori politici e sociali, né i soli intellettuali, possono portare a buon fine la trasformazione.

E’ un lavoro collettivo"

Subcomandante Insurgente Marcos
Messico, aprile 2000

Rifondazione Comunista, Circolo Pegoraro

La società multietnica è una realtà. I/le migranti sono parte attiva della costruzione della nostra città e anche a loro devono essere garantiti gli stessi diritti di cittadini. Favorire i ricongiungimenti famigliari, l’istituzione di centri di prima accoglienza di piccole dimensioni, promuovere la loro visibilità e creare occasioni di incontro fra culture diverse per il reciproco arricchimento sono solo i primi passi per una città solidale.

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Pubblicato il 06 Marzo 2001
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