Gallarate piange Giovanni Mariani, per decenni alla guida della Biblioteca Civica
Ha ideato la rassegna Duemilalibri e ha speso una vita nell'impegno mazziniano. A ricordarlo, in un lungo post, l'amico Angelo Bruno Protasoni.
Se n’è andato Giovanni Mariani, per anni direttore della Biblioteca Civica di Gallarate e ideatore della rassegna Duemilalibri, morto dopo una lunga malattia. A dare notizia della sua scomparsa è Angelo Bruno Protasoni, che lo ricorda in un lungo post.
Protasoni ripercorre l’ingresso di Mariani nella politica cittadina, negli anni in cui “si difendeva la Legge sul Divorzio, messa in discussione da un violento quanto anacronistico attacco vetero clericale”. Fu allora che Mariani presentò domanda di iscrizione alla sezione di Gallarate del Partito Repubblicano Italiano, in un periodo in cui attorno alla figura di Ebe Piccoli si raccoglieva “il largo movimento democratico gallaratese in difesa dei diritti civili”. L’iscrizione al partito, ricorda Protasoni, “era una cosa molto seria e non agevole ai quei tempi”: la richiesta doveva essere controfirmata da due tesserati e restare esposta all’albo per mesi, prima di un voto segreto tra tutti gli iscritti.
Da allora Mariani ha legato il proprio impegno soprattutto all’Associazione Mazziniana “pur senza mai ricoprire -scrive Protasoni- un incarico ufficiale di rappresentanza”. Una scelta che Protasoni attribuisce a “un puntiglioso rispetto del ruolo di dipendente comunale”: Mariani riteneva “inappropriata una confusione dei ruoli” tra il proprio lavoro alla Biblioteca Civica e l’attività politica. Per lo stesso motivo, pur dirigendo “il più antico e prestigioso presidio culturale cittadino”, non arrivò mai al ruolo di dirigente comunale, rinunciando ai benefici economici legati a quella posizione.
A Mariani la città deve, tra le altre cose, “l’idea e la realizzazione della prestigiosa rassegna Duemilalibri, che si rinnova con successo da decenni”. Protasoni lo definisce “il nostro mentore, la persona capace di consigliarci e di spiegarci ogni giorno, con parole chiare, cosa succedeva nel mondo”, grazie a una “lucidità di pensiero e radici storiche e culturali profonde”.
Il ricordo si sofferma anche sugli ultimi anni, segnati da una malattia “accettata con civile ma attiva rassegnazione” e da un’immobilità forzata, resa più difficile – scrive ancora Protasoni – da “l’ignobile e stupido ostacolo a lungo frapposto, a livello locale, al suo diritto ad esprimere un voto domiciliare“, una battaglia che Mariani riuscì infine a vincere.
Morendo, Mariani ha lasciato il proprio patrimonio ad alcune associazioni benefiche, frutto dei risparmi di “una vita più che morigerata”. “Saranno in tanti a dovergli riconoscenza”, conclude Protasoni.
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Un buon faro ai tempi della mia occupazione in biblioteca, brava e colta persona.