Approvato il nuovo statuto, introdotto il referendum
La giunta di centrosinistra punta sul rispetto, l'integrazione e la partecipazione
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Durante l’ultima seduta consiliare, è stato approvato all’unanimità il nuovo Statuto del Comune di Cardano al Campo, un documento di 84 articoli che va a sostituire il precedente, risalente al 1991 e modificato nel 1994. L’approvazione è frutto di un anno di lavoro di un’apposita Commissione (presieduta dall’Ing. Claudio Mazzuchelli), che ha redatto una bozza e poi proposta all’attenzione e all’approvazione del Consiglio comunale. Oltre alla necessità pratica di dotare il Comune di uno strumento più adeguato, la modifica dello Statuto si è resa necessaria anche a causa di alcune norme di legge che di fatto hanno cambiato i presupposti su cui si basavano i vecchi statuti comunali. La Commissione per redigere il nuovo Statuto comunale, composta da 4 rappresentanti di Nuova Cardano Viva (Angelo Bellora, Annalisa Carù, Mario Colombo e Claudio Mazzuchelli) e da 2 rappresentanti della minoranza (Loris Bonato e Vincenzo Colucci), ossia i rappresentanti di tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale, oltre che dalla dott.sa Castellano e dai 2 segretari comunali che nell’arco dell’anno di lavoro si sono succeduti (dott. Buzzetti e dott. Bottari), ha lavorato a partire dal luglio 2002. Tra i principi ispiratori la partecipazione dei cittadini, la tutela della vita umana, della persona e della famiglia, il principio di sussidiarietà, la cultura della tolleranza e dell’integrazione, che comporta il rispetto e la tutela delle diversità etniche, linguistiche, culturali, religiose e politiche, il sostegno alle attività di cooperazione che perseguono obiettivi di carattere sociale. La volontà di puntare sulla partecipazione dei cittadini è stata sottolineata durante il dibattito consiliare dal Sindaco Mario Aspesi, dal presidente della Commissione Statuto Claudio Mazzuchelli, e dai consiglieri di maggioranza membri della Commissione (Bellora, Colombo e Carù). Tra le novità introdotte, certamente spicca quella del Referendum: l’articolo 20 rende infatti possibile il referendum abrogativo; viene cioè data la possibilità di annullare, attraverso il ricorso alla consultazione elettorale, le delibere consiliari (naturalmente vi sono dei limiti agli argomenti). Rispetto al precedente Statuto si è inserito, come detto, il referendum abrogativo, e si è abbassato il quorum per la presentazione dello stesso (da 1000 a 800 firme); entrambe le modifiche hanno lo scopo di aumentare l’efficacia di questo strumento di democrazia partecipativa. Interessante anche il Bilancio partecipato, previsto dall’articolo 21. |
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