Manca l’acqua, i cittadini protestano con un comitato

Le lamentele raccontate a Varesenews: «Nessuna informazione è uscita dal palazzo comunale per tutta l’estate»

«Ormai sono tre mesi che ogni tanto compare un’autobotte o cisterna d’acqua e nessuno per lungo tempo si è preoccupato seriamente. Nessuna informazione è uscita dal palazzo comunale per tutta l’estate». La segnalazione arriva da Maria Moretto, una lettrice di Varesenews residente a Castronno in risposta ad un recente articolo riguardo la grave carenza idrica che da alcuni mesi ha colpito una parte del paese. «Sono tre mesi – ci comunica nella mail – che la disponibilità dell’acqua è critica, che nella parte alta del paese siamo all’emergenza e tutto quello che questi amministratori hanno saputo fare è stato dare la colpa a chi li ha preceduti».

Maria Moretto si è fatta portavoce di una sorta di comitato cittadino che ha raccolto e diffuso i pricipali problemi e le lamentele delle persone più colpite dal disagio. «Tutte le volte che viene concesso un permesso per costruire nuove abitazioni – si legge inoltre nel documento – il costruttore è obbligato ad esibire il parere favorevole dell’Aspem, che deve valutare l’adeguatezza delle rete e la disponibilità della falda. La società ha sempre rilasciato parere favorevole. Questo dovrebbe dimostrare che non si prevedeva nessuna emergenza».

Nel comunicato vengono sottolineate anche alcune perplessità: «Come mai il sindaco, a marzo, in occasione dell’assemblea pubblica di presentazione del piano dei servizi, cercava di smentire e rispondeva infastidito, a chi dal pubblico gli ricordava che l’acquedotto aveva necessità di essere ammodernato e potevano verificarsi problemi di approvvigionamento? Nei mesi scorsi, c’erano problemi o tutto era sotto controllo?». 

E inoltre: «Come mai durante la discussione in Consiglio Comunale per la votazione circa l’adesione di Castronno all’A.T.O. (l’autorità per l’Ambito Territoriale Ottimale, organismo costituito dai rappresentanti dei Comuni e della Provincia per organizzare il servizio idrico integrato)  sindaco, assessori e consiglieri comunali hanno convenuto che un paese notoriamente ricco d’acqua come il nostro sarebbe stato appetibile in un contesto di redistribuzione dell’acqua tra diversi comuni? E’ verosimile una emergenza che dura ben oltre l’estate e si è protratta anche dopo le abbondanti piogge di settembre? Come mai nessun comune limitrofo a Castronno, pur attingendo nella stessa zona o nella stessa falda, pur in presenza di un aumento dei consumi che è più o meno simile per tutti i paesi, non ha avuto gli stessi problemi? Da quando c’è questa emergenza idrica come sono regolati i pozzi privati?».

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Pubblicato il 06 Ottobre 2005
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