In volo verso il “sogno americano”
Inizia il viaggio, e con questo il diario per Varesenews, di Marco Reguzzoni. Tre settimane di studio e lavoro
Quando si decolla da Malpensa l’emozione è sempre unica.
L’aereo sale e si avvicina alle Alpi. A destra il Lago Maggiore, sotto il Ceresio, a sinistra il lago di Como. E’ un paesaggio incredibile, bellissimo, credo unico al mondo.
Non so se per tutti è così oppure se per me è il fatto di lasciare casa, di amare il territorio, di partire per un altro viaggio…
Sarà quel che sarà, ma ad ogni decollo il paesaggio del Ticino che scorre placido, i laghi, le montagne sullo sfondo non lasciano indifferenti…
L’I-pod suona “Always” dei Bon Jovi. Mi sembra appropriata.
Oggi vado verso Washington, la capitale degli Stati Uniti, la città del Pentagono, del Campidoglio e della Casa Bianca.
Non volo direttamente, ma mi tocca fare scalo a Francoforte. Ennesima dimostrazione che Malpensa è un hub che non è ancora un hub.
E quando l’aereo si tuffa tra le nuvole, mi butto anche io nel piccolo mattone che mi sono scelto come compagno di viaggio, “La democrazia in America” di Alexis de Toqueville.
Mille pagine fitte fitte: un grande testo, un grande scrittore, un grande federalista, che io – come tanti – ho letto solo a piccoli brani qua e là: ma quale occasione migliore che questa per colmare la lacuna?
De Toqueville scrive di com’era l’America di centocinquanta anni fa, quando intraprese un viaggio un po’ come il mio – per conoscere la cultura, la democrazia e le istituzioni americane.
Perché questo è lo scopo del mio viaggio: approfondire le istituzioni della più grande democrazia del mondo, scoprire se è davvero il federalismo che rende grande l’america.
Vedrò e incontrerò uomini politici, studiosi e amministratori pubblici. Visiterò musei e fondazioni, industrie e camere di commercio, distretti di polizia e università. Sempre con un occhio alle nostre cose: come arrivo a Washington ad esempio vedrò il museo dell’aeronautica, con l’obiettivo di carpire segreti per la nascita del “nostro” museo dell’aria a Malpensa.
Poi ancora ascolterò e parlerò di piccole imprese, di concorrenza della Cina, di politiche del territorio…
Sono certo di essere un privilegiato, tra i pochi (credo una decina di italiani ogni anno, qualche centinaio nel mondo) che ricevono un invito ufficiale dal governo USA. Tutti gli invitati, mi dicono, sono relativamente giovani: la superpotenza americana scommette sul futuro e punta a buoni rapporti con le classi dirigenti di domani.
Per me si tratta senz’altro di una esperienza unica, che volentieri – aderendo a un’idea di Giovannelli – metto in comune con i lettori di Varesenews.
Come fece nel 1830 – statura culturale e mezzi tecnologici differenti – Alexis de Toqueville.
Egli scrisse della libertà in America, di come in quella nazione giovane e fiera i cittadini fossero davvero “eguali”, e di come il popolo era sovrano e “teneva le mani” sopra la propria sovranità, di come le istituzioni federali non avevano eguali per efficacia ed efficienza…
Oggi scopriremo se è ancora così.
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