Virus dei polli: un pericolo o un business?
Le notizie allarmistiche degli ultimi giorni stanno creando il panico tra la gentre. Per gli epserti della nostra provincia, però, tanto clamore è ingiustificato

Saranno 16 milioni gli infettati in Italia e di questi almeno 150.000 persone moriranno. Numeri apocalittici che in questi giorni stanno riempendo le pagine dei giornali, alimentati da "autorevoli" esperti che sostengono che questa sarà la volta buona: sarà il virus dei polli il responsabile della pandemia che si attendeva.
Per contrastare l’enorme minaccia sono in arrivo tre milioni e mezzo di vaccini, acquistati dal Ministero della Sanità per tutelare le fasce più a rischio: anziani, bambini e immunodepressi.
Così dopo la Sars, l’arrivo dell’autunno coincide con un altro allarme generale: lo scorso anno in Asia il virus causò la morte di "63 persone" e ora ci si attende la sua migrazione attraverso gli uccelli ( le anatre selvatiche) verso tutti i continenti con effetti devastanti.
Ma visto che la Sars non si è rivelata quel terribile mostro mondiale da combattere, è giustificato l’allarmismo di questi giorni? «Che prima o poi si registrerà una pandemia è sicuro – dichiara il professor Paolo Grossi, primario di malattie infettive all’ospedale di Varese – ma che sia proprio questo virus non può dirlo nessuno. Ancora non è stata superata la barriera di specie. È vero, si è registrato un caso nell’estremo Oriente, ma la trasmissione è avvenuta tra essere viventi e non per aver ingerito carni infette. È chiaro che, come ogni virus, potrebbe essere questo e, quindi, l’organizzazione Mondiale della Sanità ha allertato tutte le strutture sanitarie perchè si adeguino sia organizzativamente sia con l’acquisizione di farmaci. Un allarme ulteriore in questo momento è eccessivo».
Dello stesso parere è il collega dell’ospedale di Busto Giuliano Rizzardini: «Mi sembra che oggi la situazione sia un po’ troppo esasperata. Il pericolo esiste, le autorità sanitarie tengono sotto controllo la situazione, ogni ulteriore allarme, in questo momento, è assolutamente superfluo».
Se, quindi, il pericolo non è né immediato né certo, perchè così tanto clamore? Alcuni medici di base vedono dietro tutto questo battage lo zampino delle case farmaceutiche, con depositi colmi di antivirali da smaltire. Per altri si inserisce anche un discorso di "scandalo da prima pagina" alimentato dai mass media desiderosi di aumentare la propria tiratura.
Al di là di qualsiasi considerazione c’è una riflessione molto importante di un medico di medicina generale: «A furia di urlare al lupo al lupo in ogni occasione, la gente non si spaventerà più. Arriverà il virus della pandemia e ci troverà totalmente impreparati».
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