“Antenna selvaggia” impazza: che fare?

Se ne è discusso in Commissione ambiente; l'opposizione disponibile, con riserva, a collaborare, a patto che non si ripetano gli errori del passato

La riunione di ieri pomeriggio della Commissione consiliare ambiente, fauna e territorio, presieduta da Carlo Fontana (FI), è stata dedicata al problema delle antenne e del relativo regolamento, di cui dopo la vicenda dell’impianto per telefonia cellulare installato presso l’asilo Poggi di via Risorgimento si è dovuta constata l’inadeguatezza. Il regolamento fu approvato l’anno scorso, dopo lunghe riunioni in commissione, con un autentico diktat dell’allora assessore all’ambiente Maria Paola Reguzzoni (ora membro della commissione come consigliere comunale), che impose un regolamento modellato su quello regionale, marcatamente ispirato al lassez-faire, per usare un eufemismo. Da allora l’opposizione non ha mai smesso di lanciare strali contro il regolamento.

Da quanto emerso dalla riunione appare chiaro che, di fronte alla pressione degli eventi (caso di via Risorgimento), la maggioranza è intenzionata, se non ad un’inversione ad u, quantomeno ad una prudente retromarcia. Questa consisterà in modifiche al regolamento in modo da renderlo più restrittivo e vincolante, soprattutto per le aree "sensibili" (scuole, asili, ospedali ecc.). Ma per evitare che i gestori ricorrano in tribunale, l’unica via d’uscita è una sostanziosa modifica al Piano Regolatore Generale che introduca una nuova tipologia urbanistica ad hoc, indicando espressamente in quali aree sarà possibile installare le antenne. La maggioranza non esclude un simile intervento, da tempo richiesto dall’opposizione. "Frattanto siamo passati da 35 antenne ad oltre 150 in appena due anni e mezzo" commenta Antonello Corrado, capogruppo di Rifondazione Comunista. Infatti l’attuale regolamento non ha ostacolato in nulla la diffusione delle antenne, a tutto vantaggio dei gestori e di chi si prestava ad ospitarle: addirittura per l’installazione delle antenne per telefonia a Busto Arsizio non si pagano oneri di urbanizzazione (così avrebbe risposto l’assessore all’urbanistica Gianfranco Bottini, interpellato in materia), mentre li si paga, per esempio, sull’installazione dei pannelli fotovoltaici… "Non basta" ricorda Corrado, "ma anche i piani di sviluppo dei gestori di telefonia, che ogni fine anno andrebbero resi pubblici secondo la legge regionale 17/2001, come dagli art. 11 e 12, non sono stati pubblicati, nè sono state di conseguenza accolte le dovute osservazioni di cittadini, associazioni e comitati".

L’opposizione di centrosinistra, vistasi chiedere una collaborazione sul problema antenne, si è detta cautamente disponibile, ma ha poca fiducia sulla serietà degli intenti della controparte. "Non deve finire come l’altra volta, con una decisione unilaterale del centrodestra, questa volta se si collabora si fa sul serio, non si gioca" hanno ribadito sia Corrado che, per la Margherita, Valerio Mariani. Quest’ultimo aggiunge oggi: "Ci sono scelte politiche da fare. La maggioranza non deve prenderci in giro, come quando il presidente Fontana propone di consultare la Regione sulla fattibilità di modifiche al regolamento comunale". Campa cavallo che le antenne crescono?

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Pubblicato il 29 Luglio 2005
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