Consiglio comunale, muro contro muro

Respinta la mozione del centrodestra che voleva condannare recenti episodi di contestazione ad esponenti israeliani od ebrei nelle università

È sempre muro contro muro a Samarate, dove in Consiglio comunale si parla senza alzare la voce, ma con una cortesia solo formale tra maggioranza e opposizione. Anche la seduta del Consiglio di ieri sera ha confermato la più radicale spaccatura di opinioni tra i consiglieri delle due parti.

Il primo argomento di polemica è stato sull’antisemitismo. Stefano Cecchin (Forza Italia) ha presentato una mozione di condanna per alcuni episodi di violenta ed incivile contestazione ad esponenti del governo israeliano e, in un caso, ad una professoressa ebrea italiana (cui sarebbe stato detto testualmente «vai a saltare in aria sull’autobus come i bambini ebrei»). Tali squallidi episodi si sono verificati in varie università italiane del Centro-Nord nell’ultimo anno ad opera di collettivi studenteschi di sinistra. La maggioranza di centrosinistra ha rifiutato recisamente di sottoscrivere la mozione in questa forma, che, con un singolare quanto sfacciato rovesciamento della realtà e delle responsabilità storiche, rigettava unicamente su frange estreme della sinistra il problema, preoccupante, dell’antisemitismo. Cesare Stefanazzi dei DS e Sergio Broglia della Margherita hanno ricordato che sui muri di Samarate stessa vi sono scritte antisemite e che i naziskin non sono certo sconosciuti in zona, e hanno invitato a non confondere l’antisemitismo con l’antisionismo, la contrarietà alla politica di Israele verso i palestinesi. Dai banchi della maggioranza è comunque partita una condanna per la cultura dell’antagonismo, «che porta a volere un nemico ad ogni costo, fino ad identificare cittadini di una nazione, o correligionari, come corresponsabili delle politiche di un governo, quindi fino al razzismo e all’odio etnico». La maggioranza ha invitato Cecchin a rivedere la mozione in modo da ottenere un testo condivisibile da tutti, ottenendo risposta negativa, quindi ha bocciato la mozione.

Al punto successivo si è discussa una seconda mozione ad opera di Broglia, «per una riflessione condivisa in vista del referendum sulla legge 40». La mozione auspicava una posizione comune tra laici e credenti sugli argomenti ogetto della fallita consultazione referendaria, che la stessa maggioranza samaratese aveva giudicato «strumento inadeguato» per venire a capo delle problematiche etiche e legali poste dalla questione della fecondazione assistita. Dopo l’abbadonod ell’aula da parte della Lega, la maggioranza ha approvato la mozione.

È stato quindi presentato il programma definitivo della Giunta Solanti, corretto con le osservazioni giunte dai consiglieri. Sono state accolte osservazioni poste da Lega Nord, Forza Italia e Margherita. La Lega ha ottenuto il coinvolgimento di associazioni e privati nella tutela del verde, l’abbattimento delle barriere architettoniche, il completamento della pista ciclabile per Cascina Costa e la creazione di una rotatoria in loco, oltre al rafforzamento dell’organico della Polizia Locale. Forza Italia ha visto inserita nel testa una propria proposta in merito alla rete idrica per uso non potabile, e la Margherita la tutela degli spazi agricoli, la necessità di un operatore dei servizi sociali specificamente dedicato ai minori; un riferimento a «lavoro, maternità, pari opportunità» è stato aggiunto dal Sindaco Solanti nella sezione relativa ai diritti della donna. La discussione del programma è prevista nel prossimo Consiglio comunale.

La battaglia si è riaccesa poi intorno alla modifica dell’art. 32 dello Statuto comunale, che consentirebbe l’assegnazione ad alcuni consiglieri comunali di deleghe specifiche su singole questioni, purchè queste non prevedano l’adozione di atti amministrativi. Dai banchi dell’opposizione si è parlato in tono velenoso della «necessità politica» di concedere incarichi per tenere insieme una maggioranza che si vorrebbe già traballante. Più ficcante l’attacco di Luca Macchi (FI): «Cinque anni fa ci avete messi in croce perchè abbiamo nominato un settimo assessore, ora non solo ne avete già sette, ma volete dare ulteriori deleghe…». Cecchin (FI) è arrivato ad insinuare che «tramite sotterfugi si può ricevere più di quanto dovuto», contestando che solo 4 Comuni d’Italia su oltre 8000 abbiano adottato una simile modifica allo Statuto. Il Sindaco Solanti, indignato, ha dichiarato: «Non è nostra prassi nascondere altre realtà dietro le dichiarazioni, se abbiamo parlato di etica e moralità pubblica nel programma rispettarle». Solanti ha quindi ricordato che a Saronno, dove è al potere un monocolore di Forza Italia, vi sono consiglieri investiti di deleghe, e che in ogni caso la modifica allo Statuto non comporterà oneri per le casse comunali. La modifica è stata approvata quindi dalla maggioranza, ma non avendo raggiunto il quorum dei due terzi dei consiglieri, occorrerà una seconda votazione.

Un ultimo scontro si è acceso infine sullo spostamento del ristorante estivo all’aperto dal parco di Villa Montevecchi a largo Donne della Resistenza, che comporterà alcuni lavori per l’allacciamento dei servizi essenziali. Il provvedimento è stato approvato dalla sola maggioranza. In conclusione l’assessore Regato ha relazionato ai consiglieri su una proposta di rinegoziazione dei mutui accesi in passato dal Comune giunta dalla Cassa Depositi e Prestiti, e rivelatasi conveniente solo nell’immediato; il punto è stato quindi ritirato.

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Pubblicato il 14 Giugno 2005
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