«Il contatto con la gente il nostro cavallo di battaglia»
Il primo inquilino di palazzo Isimbaldi spiega le ragioni della vittoria alla Provincia di Milano
Filippo Penati, ex sindaco di Sesto San Giovanni, anima operaia di Milano, ha parlato a lungo delle strategie messe in campo da lui e dal piccolo gruppo che lo ha accompagnato per battere la Colli: «La differenza fondamentale tra noi e loro nella campagna elettorale – ha ricordato Penati – è stata la vicinanza ed il contatto con la gente. Loro all’inizio non volevano nemmeno fare campagna elettorale, consapevoli della notorietà della Colli. Noi invece fin da sei mesi prima dell’appuntamento elettorale, siamo andati nelle piazze e nei quartieri, a raccogliere le voci della gente e a convincerla che noi avremmo tentato di risolvere i problemi che le destre non vedevano, a Milano come a livello nazionale».
Certo l’Ulivo a Milano è stato aiutato dalla corsa in solitaria del candidato schierato dal carroccio, Massimo Zanello, ma il risultato finale si è visto: non sono bastate le promesse di riforme e federalismo lanciate da Berlusconi, per convincere la Lega all’apparentamento dell’ultim’ora. Il 54 per cento degli elettori dell’area milanese ha preferito il sindaco dell’hinterland alla candidata del centrodestra, Ombretta Colli, che si è accaparrata il 46 per cento dei voti.
«Abbiamo convinto i ceti medi e siamo stati nei quartieri popolari dove le destre hanno il loro zoccolo duro – spiega Penati – , abbiamo portato i nostri leader al Giambellino e a Quarto Oggiaro, a Gratosoglio e a Rozzano, facendo vedere la distanza tra chi non vede i problemi e chi invece sta con la gente e ne ascolta le lamentele. Adesso non ci dobbiamo fermare, il difficile viene ora: dobbiamo dimostrare di saper governare meglio di loro, dobbiamo lottare perché a partire dagli enti locali più piccoli sia riformato il welfare in senso universalista, dobbiamo lottare contro l’assurda politica dei ticket sanitari di Formigoni. La volontà di cambiamento c’è, dobbiamo dare fiducia agli elettori ed essere pronti ad ogni evenienza, anche al voto politico anticipato, presentando uomini, programmi e una lista unita, punto di partenza e base forte per un progetto concreto di alternativa di governo valida».
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