La Lav: «Sulla tutela degli animali non torniamo indietro»
Lettera aperta del rappresentante locale della Lega Antivivisezione Francesco Caci ai consiglieri comunali
Criceti, pulcini e pesci rossi minacciano di innescare l’ennesima piccola "grana" politica a Busto Arsizio. Francesco Caci, rappresentante locale della Lega Antivivisezione, ha inviato una lettera aperta ai consiglieri, ricordando loro che durante il prossimo consiglio comunale saranno chiamati a pronunciarsi sulla proposta di Enrico Salomi (UDC) di abrogare la norma che vieta l’offerta di animali in premio o in omaggio.
«La norma che vieta di utilizzare animali come "premio" è una regola di grande civiltà, già in vigore da diversi anni in molte città italiane. E’ un importante passo verso il riconoscimento di ogni essere vivente quale soggetto portatore di diritti, e non quale semplice oggetto che può essere "vinto" o "regalato"» ribadisce Caci.
Interessanti le notazioni di ordine giuridico. Scrive Caci: «A Prato, in Toscana, da 3 anni vige la stessa identica norma in vigore a Busto Arsizio. Tempo fa, la titolare di uno spettacolo viaggiante l’aveva impugnata presso il TAR della Toscana, ma il suo ricorso è stato prontamente rigettato. La signora non si è data per vinta, ed ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato. Ma il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6317 del 2 novembre 2004, le ha definitivamente dato torto. I giudici (presidente Emidio Frascione, estensore Michele Corradino) hanno innanzitutto fatto chiarezza sul fatto che è nel potere degli enti locali emanare un regolamento del genere, tenuto conto innanzitutto della riforma del titolo V della Costituzione».
Circa gli animali messi in palio in lotterie e simili, Caci è esplicito nel citare la sentenza del Consiglio di Stato: «L’acquisto di un premio – spiega il Consiglio di Stato – potrebbe essere frutto di una non adeguatamente ponderata scelta, foriera di conseguenze che l’ordinamento mira ad evitare (ad esempio l’abbandono)».
«A tal proposito» rincara il leader degli animalisti bustocchi «ci chiediamo quale fine avranno fatto, ad esempio, gli anatroccoli vinti l’anno scorso alla sagra di San Giuseppe. Dubitiamo fortemente che i "vincitori" dispongano di un laghetto privato dove far crescere il loro "premio"…». A Busto, ormai, basta nominare la Lav e il battagliero Caci per scatenare un moto d’insofferenza tra i consiglieri, tanto della maggioranza quanto dell’opposizione. Da quando Caci e il suo gruppo interruppero una lotteria benefica perchè contemplava quale premio piccoli animali, facendo applicare dai vigili la norma da poco approvata che ne vietava la vendita, si sono guadagnati la sorda ostilità di molti, tanto nella maggioranza quanto nell’opposizione. Riferendosi all’episodio, Caci scrive: «Per quanto riguarda la multa, che secondo gli organizzatori della sagra avrebbe colpito una pesca benefica, troviamo discutibile farsi scudo della beneficienza per nascondere le proprie colpe. Se avessero utilizzato altri premi non sarebbero stati sanzionati. Le tradizioni si devono adeguare al progresso morale della società. Una scelta etica allargata al rispetto degli animali potrà essere, dalla prossima edizione, un valore aggiunto di grande importanza, che darà più valore alle già buone finalità della beneficienza. Gandhi diceva che il grado di civiltà di una comunità si riconosce da come in essa vengono trattati gli animali. Questa norma ha significato per Busto Arsizio il raggiungimento di un alto livello di civiltà: non torniamo indietro».
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