A Gavirate gli occhi elettronici anti-frana

Anche in provincia di Varese una delle 19 centraline per il rilevamento satellitare posizionata dalla Regione. Gli esperti: “Strumenti all’avanguardia anche per controllare il dissesto"

Serviranno soprattutto a geometri, ingegneri e a chi vorrà sapere, con precisione millimetrica, le coordinate e il punto dove costruire ponti o strade. Ma anche alla protezione civile per tenere sotto controllo le zone critiche soggette a smottamenti.

La Regione Lombardia ha presentato la rete di Stazioni Permanenti, veri e propri  punti di osservazione che interagiscono coi satelliti e grazie ai quali è possibile stabilire l’esatta posizione di un punto sul territorio. E per la provincia di Varese una di queste Stazioni si trova proprio a Gavirate, tra il lago di Varese, il Maggiore e i rilievi prealpini.

«Sono in tutto 19 le stazioni che presto verranno attivate dalla Regione – spiega Roberto Laffi, responsabile del Sistema Informativo Territoriale della Regione – e che grazie a sofisticate tecnologie che si servono dei satelliti permettono di scambiare dati con queste centraline che poi vengono a loro volta trasmessi al centro di elaborazione con sede a Milano. Così facendo daremo la possibilità a chi utilizza i sistemi gps di avere una precisione millimetrica rispetto al punto in cui si trova. Ma non solo: questo sistema permette di interagire anche con “caposaldi” posizionati su versanti a rischio, per segnalare i movimenti del terreno, in caso di frane o smottamenti».

Una rilevazione fondamentale, quest’ultima, che permetterà, se le condizioni obbligheranno i geologi della regione ad intervenire, di applicare questa tecnologia anche in provincia di Varese per tenere sotto controllo le zone critiche.
«L’applicazione della rilevazione satellitare sui versanti viene già effettuata in diverse aree della regione, vedi la frana del Ruinon, in provincia di Sondrio o nella Bergamasca – spiega Dario Fossati, il geologo responsabile del settore “Rischi idrogeologici e Sismici” della Regione –  ma non escludiamo di poterlo applicare anche in provincia di Varese qualora se ne presentasse la necessità».

Ma sul campo come funziona questo rilevamento?

«E’ un sistema piuttosto costoso ma che permette, con una grande precisione, di apprendere gli spostamenti di un versante – spiega Fossati – . In pratica, nel punto che si vuole tenere sotto controllo si installa un blocco di calcestruzzo e vi si collega un trasmettitore che interagisce col satellite e con la più vicina centralina».

E’ per questo motivo che la presenza sul territorio di frequenti installazioni come quella prevista per Gavirate rappresenta un vantaggio di non poco conto quando è necessario monitorare un territorio come quello della Provincia di Varese. Certo il Varesotto non ha gli stessi problemi di Varenna, ultimo esempio di smottamento, nel Leccchese, o della Valtellina, ma zone come quelle di Cremenaga e di numerosi rilievi del Luinese potrebbero in futuro avere bisogno di questa tecnologia.

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Pubblicato il 24 Novembre 2004
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