L’eco-tassa della Provincia, un modello in Lombardia
La gestione dell’addizionale sulla tassa rifiuti a confronto con quella delle altre province
E’ la Provincia di Varese quella che, in Lombardia, ha innovato maggiormente in tema di addizionale sulla tassa rifiuti. Il dato proviene dall’Ufficio studi di Confedilizia che ha messo a confronto il sistema operativo di imposte in vigore nella nostra Regione con quello del Piemonte. «Mi pare che miglior commento sull’impegno della Provincia in un settore così delicato non poteva esserci. Tanto più – fa notare Marco Reguzzoni, presidente della Provincia di Varese – che il dato conferma l’impegno della Provincia che è all’avanguardia della tutela dell’ambiente».
Per comprendere il meccanismo che ha consentito di raggiungere questo risultato, occorre fare un breve passo indietro. Sulla tassa dei rifiuti che i cittadini pagano al Comune è applicata un’addizionale, il “tributo ambientale” versato dai Comuni stessi alla Provincia.
Nel 2003, nei 141 comuni del territorio provinciale, la tassa rifiuti aveva raggiunto i 57 milioni di euro. In Lombardia l’addizionale provinciale era stata mantenuta generalmente al 4,5%. Percentuale che veniva applicata anche dalla Provincia di Varese. «Lo scorso anno tuttavia, Villa Recalcati introdusse, sui dati 2002, il criterio di rimodulazione – spiegano dalla Provincia -. In altre parole i comuni virtuosi (quelli che avevano prodotto meno rifiuti rispetto all’anno precedente, incrementando la differenziata) si videro applicare un’addizionale provinciale più leggera: dal 4,5 al 4%. Chi si era mantenuto stabile nella produzione di rsu vedeva confermata la propria aliquota del 4,5%, le amministrazioni comunali che avevano invece dovuto fare i conti con un aumento di produzione dei rifiuti erano passate dall’addizionale del 4,5 a quella del 5%.
Applicando uniformemente l’addizionale del 4,5% la Provincia incassava 2,5 milioni di euro. La rimodulazione (la suddivisione cioè dei comuni nelle tre fasce di aliquota, 4, 4,5 e 5%) aveva consentito di incassare 60 mila euro in più».
Da quest’anno la Provincia ha introdotto un criterio ulteriore nella valutazione delle aliquote applicabili. Non più solo la percentuale di rifiuti prodotti e la quantità di differenziata generata, ma – mantenendo le tre fasce di tassazione invariate – il punto di riferimento diventa l’ “indice di efficienza”. L’indice è l’insieme di una ventina di diverse voci che comprendono l’intero ciclo di gestione dei rifiuti. Tra le voci che compongono l’indice ci sono ad esempio le quantità prodotte, ma anche le modalità di smaltimento, la quantità e la tipologia della raccolta differenziata oppure il costo per il cittadino del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani. Un criterio che non ha prodotto perdite per le casse della Provincia (gli introiti generati dal tributo ambientale per la Provincia restano pressoché invariati, la stima è di 2.518.000 euro di incasso) ma si determina un criterio di valutazione per l’applicazione dell’aliquota provinciale più omogeneo e giusto. Ciò che, appunto, Confedilizia ha riscontrato e premiato con la propria ricerca quando ha messo la Provincia di Varese al primo posto nell’innovazione in materia di eco-tassa.
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