La Cisl e la trattativa per il lavoro
L'organizzazione ha incontrato all'Aloisianum il segretario confederale Baretta. Maffezzoli: «Positiva la riforma degli ammortizzatori sociali»
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«Grazie all’accordo i lavoratori con redditi inferiori ai 25000 € nel 2003 godranno di significativi sgravi fiscali. – sottolinea il segretario della CISL territoriale Luigi Maffezzoli – Un risultato che non era affatto scontato se consideriamo le posizioni iniziali del Governo che mettevano in discussione la progressività delle imposte e avrebbero favorito i redditi più alti». Maffezzoli usa un tono moderato per valutare i contenuti dell’accordo: «Come tutti gli accordi sindacali anche il "Patto per l’Italia" ha luci ed ombre. Va giudicato considerando il contesto, le posizioni fortemente liberiste del Governo Berlusconi, i passi avanti fatti grazie alle lotte dei lavoratori». Il segretario della CISL Ticino Olona elenca i punti più interessanti: «Dopo anni di confronto con gli ultimi Governi, finalmente si è iniziata la riforma degli ammortizzatori sociali. Seppure la cifra stanziata sia ancora modesta, l’aumento dell’indennità di disoccupazione riguarderà milioni di lavoratori che oggi non godono di altre coperture sociali in caso di disoccupazione o di sospensione dal lavoro, come tutti i dipendenti delle aziende artigiane, moltissimi anche nel nostro territorio». Scampato pericolo anche sull’articolo 18, secondo Maffezzoli: «Sono state tolte dalla legge delega tre su quattro delle modifiche volute dagli industriali e dal governo. In particolare le due più insidiose, quella che prevedeva la deroga all’articolo 18 per i lavoratori che fossero passati dal tempo determinato al tempo indeterminato e l’altra che ipotizzava un sistema di arbitrato che derogava dagli obblighi dei contratti di lavoro. E’ stata modificata anche la norma sui "trasferimenti di ramo d’azienda", una norma – chiarisce Maffezzoli – che se fosse stata approvata avrebbe avuto conseguenze ben più gravi delle stesse modifiche all’articolo 18». Ma è sempre su quest’ultimo che si concentrano le critiche della CGIL. La risposta del segretario della CISL è chiara: «Il compromesso raggiunto prevede che nei prossimi tre anni le aziende che attualmente hanno meno di quindici dipendenti che intendessero aumentare gli organici potranno farlo senza applicare l’articolo 18. E’ una concessione che era già stata fatta anche in un recente passato in accordi sottoscritti dalla stessa CGIL». Maffezzoli fa un esempio per chiarire questo passaggio: «Oggi, prima di questo accordo, un’azienda di quindici addetti potrebbe assumere dieci apprendisti e tre lavoratori interinali, arrivando così a 28 dipendenti, senza applicare l’intero statuto dei lavoratori. Ma, nel caso intendesse assumere uno solo di questi lavoratori a tempo indeterminato, dovrebbe applicare l’intera normativa. Non comprendo perché, finora, nessuno abbia parlato di diritti fondamentali negati». I rapporti tra le tre confederazioni si stanno facendo pesanti anche nel territorio: «Purtroppo è così – conferma il segretario cislino – in alcune aziende si sta passando dalla normale dialettica, che è un fatto positivo, ad una demonizzazione delle posizioni di CISL e UIL . Si può non condividere il patto ma non è accettabile che le organizzazioni firmatarie vengano dileggiate con accuse infamanti o ridicole, quale quella di voler diventare un sindacato parastatale. La CISL ha svolto la sua missione, per cui è sostenuta dai suoi iscritti, quella di contrattare. Senza accordo il Parlamento avrebbe approvato una legge delega con modifiche sostanziali all’articolo 18. Un clima pesante, secondo Maffezzoli, che potrebbe influire sui rapporti futuri con la CGIL: «Spero di no, ma se gli insulti e la denigrazione dovessero continuare, saremo costretti ad interrompere ogni rapporto unitario, almeno nelle realtà coinvolte. La demonizzazione delle posizioni altrui, e le successive autocritiche tardive, sono vecchi vizi, presenti nel movimento operaio, che speravamo fossero stati abbandonati negli archivi della storia del ‘900. Purtroppo non è così». L’attivo dei delegati fa parte della campagna di consultazione avviata dalla CISL nazionale, prima dell’approvazione definitiva dell’accordo, consultazione che proseguirà con le assemblee degli iscritti nei luoghi di lavoro. |
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I delegati della CISL Ticino Olona hanno esaminano l’accordo sul lavoro con il Governo Berlusconi, questa mattina, in un attivo che si è tenuto, nella sala riunioni dell’Aloisianum di Gallarate. I lavori sano stati introdotti da uno dei protagonisti del negoziato: Pierpaolo Baretta, Segretario confederale che ha seguito da vicino il tavolo sul fisco.





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