Si al progetto, massima attenzione all’ambiente
I commenti dei politici: il sindaco chiede rispetto del sito e un piano ad hoc per viabilità e parcheggi
Il primo problema dell’albergo di Ville Ponti è che molti ancora ignorano dover sorgerà. La visita guidata dai vertici della Camera di Commercio (nella foto il segretario Temperelli spiega il progetto) è servita a questo: a dare trasparenza anche alla concretezza fisica del luogo di cui si parla, i due pianori divisi da un filare di carpini adagiati sul versante sud est del colle di Biumo.
Il versante contestato: lo ha fatto emergere in coda al dibattito Alberto Minazzi di Lega Ambiente. «Questa è l’occasione per affrontare i problemi quotidiani che affliggono il versante nord est del colle di Biumo, traffico e un’urbanizzazione senza misura. L’incidenza dell’albergo potrà avere effetti positivi?».
La risposta tocca al sindaco: «Non sarà l’albergo certo a risolvere i problemi, quanto infrastrutture più importanti», ma certo il progetto dell’albergo tocca nervi scoperti. Nelle parole di Fumagalli ricorrono spesso i termini viabilità e rispetto ambientale. «Vogliamo un’opera di rispetto e di pregio che giustifichi una variazione al piano regolatore. L’albergo sarà una struttura collocata in un tessuto delicato, occorre uno studio mirato dei parcheggi e della viabilità che risolva in via definitiva i problemi della zona».
L’assessore regionale Buscemi conferma l’appoggio della Regione Lombardia al progetto: «Da Milano si guarda con favore all’impegno per il rilancio turistico, la Regione sarà sicuramente propositiva per dare sviluppo a questo nuovo corso. Quanto alla tutela del territorio, per quanto necessaria non deve essere freno allo sviluppo».
La sostanziale condivisione al progetto trova d’accordo anche i consiglieri d’opposizione presenti: «Il progetto è un’occasione importante, da valutare – conferma il diessino Mirabelli – anche se noi puntiamo da tempo ad un progetto che metta in rete l’intero sistema delle ville della zona, l’unico modo per pareggiare l’offerta di altri siti come Cernobbio».
Per Carlo Nicora, Margherita, «Positivo il dibattito, anche se modesto, aperto a tutti gli interlocutori, compresi gli ambientalisti che avanzano perplessità. Molto giusto far intervenire il Fai».
In loro in ogni caso la convinzione che la strada che porterà alla costruzione dell’albergo abbia imboccato la via giusta. La pensa così anche l’assessore alla pianificazione territoriale del Comune Antonio Motta, preoccupato solo che l’iter burocratico, tra passaggi in giunta e in regione, possa dilatarsi rispetto ai desiderata. «Il progetto preliminare deve essere sottoposto al consiglio, da lì deve passare in Regione per un tempo che può arrivare a 90 giorni. Si rischia, anche con la buona volontà dell’amministrazione, di andare ben oltre i tempi previsti dal presidente Belloli».
«Aspettare qualche mese in più pur di vedere realizzato il progetto? Ci metterei la firma», gli fa eco Mario Carabelli, consigliere di Forza Italia e presidente della Pro Loco.
«Aspettiamo di vedere qualcosa di più definitivo» è il laconico commento del consigliere di An Nicola Cornacchia.
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