L’ospedale e il ricorso al Tar «I lavori non si fermano»
Varese - Il direttore generale Lucchina si dice tranquillo nonostante l'appello alla magistratura della ditta esclusa
Il ricorso al Tar non fermerà il cantiere del nuovo ospedale di Varese. «Anzi, i lavori sono già cominciati». Con queste parole Carlo Lucchina, direttore generale dell’ospedale di circolo risponde all’impresa che, sentendosi danneggiata dall’esclusione per i lavori del nosocomio si è appellata alla magistratura amministrativa. Per il momento il tar non ha ancora assunto nessun provvedimento e dunque l’amministrazione ospedaliera ha deciso di tirare avanti per rispettare la tabella di marcia prevista. «Ci sentiamo del tutto tranquilli – afferma Lucchina – al punto che i lavori preparatori del cantiere sono già cominciati. Certo, sono operazioni che per il momento non hanno visibilità, come lo spostamento di determinati impianti, di linee elettriche ma presto il cantiere si potrà vedere e udire con facilità». La ditta che ha presentato ricorso è la Garboli che ritiene di avere più titoli rispetto alla Cooperativa Costruttori di Carpi e alle altre imprese alle quali l’ospedale ha affidato il “pacchetto” di oltre 200 miliardi di lire necessari a realizzare i nuovi padiglioni. «Ma da quanto mi risulta – prosegue Lucchina – non tutte le aziende che erano in cordata con la Garbali hanno sottoscritto il ricorso al Tar; addirittura alcune hanno messo per iscritto il loro dissenso». Ma quali sono le ragioni che hanno determinato il ricorso alla magistratura? Secondo indiscrezioni sono stati contestate le assegnazioni di punteggi a ogni singoli impresa, punteggi la cui somma ha poi determinato la cordata vincitrice. «Ma i criteri erano stati fissati in maniera così rigida e precisa – afferma ancora il direttore generale – che i margini discrezionali per la commissione esaminatrice erano ridottissimi, se non inesistenti. Stando così la situazione mi sento del tutto tranquillo e ho deciso di far proseguire i lavori».
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