Tosi e Marantelli chiedono lo stato di calamità
Martina (Prc) e Giacometti (Pdci) criticano invece la gestione del territorio
L’alluvione produce proposte ma anche accuse, da sinistra, per la mancata prevenzione. «E’ necessaria ora una rapida e rigorosa valutazione dei danni – scrivono Stefano Tosi e Daniele Marantelli dei Ds -. Sulla base delle informazioni finora acquisite dagli Enti Locali ci sono le condizioni affinché le autorità competenti avanzino al Governo la richiesta di stato di calamità naturale.
Sollecitiamo le autorità preposte a verificare al più presto se, sulla base dei danni subiti dai privati cittadini, esistano i presupposti per richiedere lo stato di emergenza.Ci auguriamo infine che i rimborsi ai cittadini, alle attività economiche ed alle istituzioni danneggiate siano prontamente erogati e che vengano velocemente ripristinate le infrastrutture di collegamento».
«Basta un nubifragio e il dissesto è assicurato» scrive invece Elio Giacometti Consigliere Provinciale di Varese Partito dei Comunisti Italiani. Chi risiede vicino ai corsi d’acqua e ai laghi della nostra provincia e chi ha dovuto viaggiare si è reso conto della fragilità del nostro territorio. Esondazioni un po’ dappertutto, allagamenti, traffico in tilt ( a Gallarate per esempio quasi tutti i sottopassi sono inservibili e la città è isolata per ore). Disagi e danni materiali ovunque. Verrebbe da imputare il tutto al caso, all’inclemenza del tempo, ma non è proprio così. La storia si ripete ormai da molti anni e la situazione si va sempre più aggravando.Come Consigliere provinciale dal 1993 ho un rammarico: che le nostre proposte per il riassetto del territorio, nostre come forza di opposizione, ma che davano voce a cittadini, comitati, esperti di idraulica, siano rimaste sostanzialmente lettera morta».
Il consigliere regionale di Rifondazione Giovanni Martina pone invece un’altra domanda: «Ennesima esondazione del Torrente Arno, di chi le responsabilità?». «Da anni – continua l’esponente comunista – aspettiamo opere di risanamento e salvaguardia del torrente, dove sono finite le promesse? Che fine Ha fatto l’accordo di programma del 1998 (tra Regione Provincia e Comuni) che prevede il risanamento e la messa in sicurezza dell’Arno? Dove sono finiti gli oltre 50 miliardi di vecchie lire stanziati dalla giunta Formigoni?Chiediamo la realizzazione di quanto contenuto nell’accordo di programma del 1998, per una politica di risanamentoe di messa in sicurezza del torrente, naturalmente a partire dal blocco totale di ulteriori cementificazioni lungo il corso del torrente e sulle aree di spagliamento».
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