Margherita a congresso, «un partito nuovo ed aperto»

Le riflessioni del Coordinatore Provinciale della Margherita Paolo Rossi dopo l'ultimo congresso del partito

Riceviamo e pubblichiamo

Il primo Congresso provinciale della Margherita Democrazia è Libertà ha, in particolare, lanciato l’idea di un Partito nuovo ed aperto. Una determinazione, quest’ultima, che non è innanzitutto da intendersi come mera operazione di marketing politico- elettorale,

Siamo un partito nuovo che intanto è nato da un’aggregazione, da un’unione di uomini e partiti affini dal punto di vista della collocazione politica che hanno voluto valorizzare tutto quanto li univa nella piena consapevolezza che questo fatto valesse molto di più di quanto li divideva.

La Margherita è, in fondo, anche una scommessa, per noi un’intelligente scommessa con la Storia provocata da persone che, pur provenendo da percorsi differenti, hanno deciso su questo nuovo progetto politico di unire le forze con il desiderio di costruire un Paese migliore, più giusto, più libero e più rispettoso dei valori fondamentali della vita democratica.

Un soggetto politico laico che mantiene vive al suo interno l’identità cattolico-democratica e quella liberal- democratica ed un partito che, altresì, ha in sé, tra le tante inclinazioni, un’autentica e profonda vocazione alla tutela ambientale.

Uno degli sforzi prioritariamente da produrre sarà necessariamente quello di uscire da vecchi schemi di certa politica aprendo cioè e lasciandosi ‘contaminare’ da energie e forze nuove presenti nella società.

Una nuova aggregazione politica riformista e che sostanzialmente, anche se i termini possono apparire antitetici o incongruenti, si considera metodologicamente moderata e non tanto per la sua collocazione geo-politica. (anche se certamente l’area moderata è quella di suo più naturale, ma non unico, riferimento).

Una forza politica che si colloca ovviamente nell’Ulivo e che si muove per realizzare un riformismo declinato al futuro, consegnato al protagonismo di persone, famiglie, associazioni, imprese in un cerco qual modo al riparo da devianti e pericolose derive stataliste e dirigiste.

La Margherita si sta espandendo in provincia di Varese e vuole darsi una struttura efficace e moderna superando le anacronistiche logiche dell’organizzazione tradizionale di partito conciliando quindi le esigenze e le legittime ‘regole’ di vita e di democrazia interna con la volontà di aprirsi alla società.

Questa è sostanzialmente l’idea innovativa dei circoli della Margherita: luoghi di discussione e di formazione politica aperti alla partecipazione tematica o territoriale. La via, in definitiva, è quella di coniugare la tradizionale organizzazione di partito con l’azione politica innovatrice proprio dei circoli, ambiti ed associazioni davvero libere ed autonome che già dimostrano di saper cogliere il risveglio della domanda di politica dal basso. Laboratori, in fondo, non semplicemente attrezzati alla semplice ricerca del consenso, ma ambiti vitali dove si elaborano idee e proposte, dove il confronto è situazione effettiva, reale e materializzata.

Ma oltre alla struttura è soprattutto il territorio provinciale l’ambito che dovrà vedere protagonista la Margherita e la sua coalizione di riferimento.

Una provincia che ha in sé tutte le potenzialità e le possibilità per svolgere un ruolo forte e positivo accrescendo le condizioni economiche, ma soprattutto sociali, dei suoi cittadini.

Una provincia mal governata da un centro-destra che qui concentra poteri formidabili, ma che, sia nella gestione delle singole amministrazioni comunali (a parte qualche rara eccezione) sia più complessivamente, non è in grado di pensare ad un benché minimo progetto di rilancio.

Come effetto e nell’ambito della vera e propria ‘spartizione centralista’ dell’asse di regime Arcore-Gemonio, questa provincia è ‘cosa della Lega’; una situazione politica quest’ultima ampiamente conclamata che ha relegato il resto del Polo, ed in particolare Forza Italia tra l’altro come partito di maggioranza relativa, ad un avvilente ruolo marginale e subalterno. In fondo uno schiaffo anche nei confronti di quegli elettori moderati, e sono tanti, che intravedevano in questo soggetto politico la possibilità di avere adeguata rappresentanza.

Noi non vogliamo però limitarci alla critica esercitando un’opposizione demagogica ed un poco ‘bigotta’.

Ci attrezzeremo, viceversa, per essere una tranquilla, ma determinata forza politica in grado di governare con responsabilità e, soprattutto, con programmi chiari.

Questo il nostro impegno nell’immediato futuro, un impegno indirizzato all’ottimismo della volontà perché vogliamo mettere a disposizione della società il meglio delle nostre risorse ed energie umane per risolvere i problemi della gente.

Siamo un Partito che crede in un federalismo non dei poteri fini a se stessi, ma delle risoluzioni e che nella sua azione saprà privilegiare chi, anche alle nostre latitudini, vive condizioni di difficoltà e subalternanza.

Una forza popolare, moderna ed europea che valorizzerà le risorse del territorio, le migliaia di imprese che operano in provincia travolte ed ingabbiate da ‘un’ingessatura politica’ che le attanaglia e che questi ‘presuntuosi’ governi di centro-destra, a Roma come a Milano e come a Varese, non sono riusciti a liberare, a valorizzare se non attraverso un sempre meno credibile ‘blaterare mediatico’ dal fiato ormai corto e fine a se stesso.

Noi come nuovo soggetto originale e propulsivo oseremo e ci impegneremo a fondo proprio per poter essere soggetto che nelle nostre città e nei nostri paesi non solo punterà con decisione all’accrescimento del benessere dei cittadini ma, soprattutto, alla loro sicurezza, alla partecipazione e, in particolare, alla qualità della vita.

Paolo Rossi

Coordinatore Provinciale di

Democrazia E’ Libertà – La Margherita

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Pubblicato il 22 Ottobre 2003
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