«Un nuovo statuto per far contare di più i piccoli comuni»
Quattro anni di amministrazione e il nuovo statuto nelle considerazioni del presidente del Parco Naturale del Campo dei Fiori Paolo Bertini
|
Riceviamo e pubblichiamo Come Presidente uscente, mi sento in dovere di intervenire, soprattutto per rispetto nei confronti di quelle Amministrazioni che mi hanno dimostrato fiducia e correttezza e che si sono trovate loro malgrado strumentalmente inserite in uno schieramento; per quanto mi è possibile, cercherò di chiarire la situazione attuale anche a coloro che dall’esterno seguono la vicenda del Parco. Quando nel 1999 sono stato eletto Presidente, ho avuto la fiducia di 14 diverse Amministrazioni in antitesi alle 4 che si identificavano con la Lega, ed il fatto che io "fossi di sinistra" non ha impedito a quelle 14 amministrazioni di votarmi pur con connotazioni politiche variegate, (lo schieramento politico non sempre è configurabile per la maggior parte le amministrazioni di piccole dimensioni). Nel frattempo ben poche amministrazioni sono cambiate e molti dei rappresentanti di queste amministrazioni sono gli stessi in carica nell’attuale Assemblea. La teoria, perciò sostenuta, secondo la quale nel 1999 sarei stato eletto perché la maggioranza delle Amministrazioni erano rette da giunte di Centro-Sinistra è inesatta. In questi anni si è sempre sottolineato che il Parco fosse gestito da Enti Locali (14 Comuni, 3 Comunità Montane e Provincia) e non da partiti Politici. Nel rispetto di questa regola si è sempre lavorato, per questo motivo la Lega nel Consiglio di Amministrazione era presente come diretta rappresentanza di due importanti Amministrazioni, non come espressione di un Partito. Al di là di accordi politici nazionali si è sempre lavorato localmente dando valore ad ogni singolo Ente. Per questo motivo il Consiglio di Amministrazione ha lavorato con obiettivi comuni, ma adesso verrebbe da aggiungere un "quasi" o "probabilmente". Quasi, perché alcune tra le Amministrazioni comunali più grandi presenti in Assemblea hanno sempre dimostrato negli anni precedenti un disinteresse verso le "ragioni" del Parco e l’unico "intervento" che in più occasioni ho sentito era legato agli "alti oneri" che quegli Enti dovevano versare, rispetto ai piccoli Comuni, ad un Consorzio "quasi inutile". Sulla questione degli oneri si è più volte discusso, "ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire", i dati dimostrano esattamente il contrario: a) il contributo versato dai singoli Enti è riferito al numero di abitanti ed è pari a circa (vecchie lire) a £. 980 per abitante contro le £ 6.250 versate dai Comuni appartenenti al Parco Pineta e alle circa £. 2.500 del parco del Ticino; b) il Comune di Varese, perciò, versa al Parco circa (sempre vecchie lire) £.75.000.000, contro le circa £. 800.000 del Comune di Brinzio, ma se andiamo a fare un confronto a percentuale, che è il parametro che si dovrebbe utilizzare (rapporto fra spesa corrente del singolo Ente e risorsa erogata) vediamo che l’incidenza delle quote sui bilanci dei singoli Enti si equivalgono. Ma allora perché tanto interesse in questo ultimo periodo verso il Parco del Campo dei fiori, dopo un lungo periodo di disinteresse? La spiegazione la possiamo trovare nel sempre maggiore consenso che questo Ente ha saputo conquistarsi, sia all’interno del proprio ambito che all’esterno, nonchè alla capacità operativa che ha saputo mettere in campo. In questi quattro anni sono stati approvati otto Piani di Settore attuando quasi completamente il Piano Territoriale di Coordinamento, sono state messe in moto risorse pubbliche e private, aprendo prospettive anche occupazionali, sono stati più che raddoppiati gli investimenti arrivando a circa 8.000.000 di Euro con una capacità di spesa del 95% nel 2003 contro un 65% degli anni precedenti. Tutto ciò grazie al rapporto di fiducia che si è instaurato con le piccole Amministrazioni, associazioni locali, associazioni ambientaliste, ed anche con alcuni soggetti che storicamente sono stati sempre in antitesi con il Parco come i cacciatori, il che ha permesso agli Uffici di lavorare con serenità e mettere a frutto le professionalità presenti nel Parco. Questo forte impegno ha aperto un varco nella diffidenza che si era creata nella popolazione locale, estendendo questo senso di fiducia anche verso Enti esterni che con atti ufficiali hanno fatto richiesta di essere inseriti nel territorio del Parco e/o di estendere l’area di protezione del Parco stesso. In conseguenza di ciò dopo aver affrontato per mesi in Consiglio di Amministrazione il tema delle modifiche dello Statuto, a dicembre del 2002 siamo riusciti a proporre in Assemblea una linea operativa che portasse ad una prima revisione dello Statuto con lo scopo di proporre un documento che potesse: a) modificare alcune norme per agevolare il lavoro dell’esecutivo, b) raccogliere e dirimere le istanze degli Enti appartenenti al Parco, c) licenziare un documento sul quale i nuovi Enti potessero fare riferimento. Così è avvenuto, infatti la Commissione composta da rappresentanti del Comune di Induno O., del Comune di Varese, della Provincia di Varese , dal Comune di Brinzio, dalla Comunità montana della Valcuvia e presieduta dall’ex sindaco di Luvinate sig. Binda, ha consegnato la bozza di Statuto a fine giugno approvandola all’unanimità. Dalla composizione della Commissione risulta evidente che non poteva esserci nessun tipo di contrapposizione politica, ma piuttosto una quasi egemonia verso il Centro-Destra, ma allora perché il rinvio dell’approvazione dello Statuto nell’assemblea del 15 settembre, dopo che lo stesso organo nella seduta del 18 luglio aveva definito i termini di approvazione? La spiegazione, formale e di facciata, è stata che il Presidente e il Consiglio di Amministrazione avevano terminato il mandato a fine luglio e, non potendo essere prorogati, non avrebbero potuto portare a compimento quanto definito dall’Assemblea, ma è evidente che questa tesi costituisce solo una scusa per impedire che la bozza di Statuto fosse approvata così come è stata licenziata dalla Commissione. La speranza è che ogni ente si faccia carico di portare a termine e con la massima celerità questa versione dello Statuto, immediatamente dopo le elezioni. Considerando anche che esso introduce un elemento di rispetto nell’ambito della gestione del Parco, ovvero pari dignità delle Amministrazioni nelle scelte del Presidente e del Consiglio di Amministrazione svincolando il meccanismo di voto dalle quote millesimali. Tale principio non avrebbe sostanzialmente modificato il risultato dell’attuale elezione degli organi del Parco (Presidente e C.d.A.), ma certamente l’eventuale approvazione della bozza di Statuto avrebbe ridotto eventuali speranze di prevaricazione delle Amministrazioni più grandi rispetto a quelle più piccole. Credo sia proprio su questo punto che si dovrebbe riflettere. Nell’assemblea del 15 settembre, si è assistito ad un momento particolarmente critico e triste per il Parco, ho potuto sentire direttamente i dubbi di chi, per ragioni che erano state presentate come ragioni di schieramento, ha respinto l’approvazione dello Statuto pur sapendo che sarebbe stato uno strumento a proprio favore, e chi invece vedeva vanificare la propria capacità di decidere autonomamente, ma in tutte e due i casi si è messo in dubbio la reale autonomia delle singole Amministrazioni offendendo la dignità delle piccole comunità. Spero che si possa ritrovare in breve quell’equilibrio necessario perché il Parco continui sulla strada che ha intrapreso in questi anni; l’auspicio è che il nuovo Presidente e il Consiglio di Amministrazione possano dimostrare quell’indipendenza necessaria per riproporre nella prima assemblea utile la bozza dello Statuto così come è stato licenziato dalla Commissione Statuto i cui componenti, al di là degli schieramenti, hanno saputo interpretare il vero spirito del Parco. |
|
Paolo Bertini |
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
anselmo piazza su Lavori in Viale Belforte, Via Marzorati e Via dei Campigli: a Varese senso unico alternato dal 24 al 30 agosto
Bustocco-71 su Cede la rampa della tangenziale, deviazioni tra Malnate e Varese
GianPix su Il varesino Marco Iemmi ha vinto il Premio Internazionale "Il Poeta dell'Anno"
Rocco Cordi su "Grazie Giorgio per quel nostro pezzo di strada percorso insieme"
Bustocco-71 su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie
Simone su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.