Ex Ceramica Lago, passa il piano di recupero

Tra novanta giorni il parere della Regione, atteso per il via libera al più grande progetto di riqualificazione di una ex area industriale dell'Alto Varesotto: un albergo e 12 complessi edilizi

«Certo non sarà la panacea per i mali di Laveno Mombello, ma l’approvazione di ieri sera in consiglio comunale apre le porte ad un futuro più roseo per la nostra città». Con queste parole Sergio Trezzi, sindaco di Laveno Mombello ha commentato l’analisi e l’approvazione delle osservazioni sul piano attuativo "Ex ceramica a lago" giunto in consiglio comunale ieri sera, 23 giugno a Laveno Mombello. Si tratta del principale piano per la riconversione di un’area da ex industriale ad abitativa nella zona dell’Alto Varesotto. Trentadue, in tutto, le osservazioni presentate al piano, provenienti da cittadini e da parti politiche e sociali, per un consiglio comunale fiume della durata di quasi sei ore.
Alla fine il piano è stato adeguato alle osservazioni, così da essere approvato a maggioranza dal consiglio. La votazione finale ha incassato i voti di Forza Italia, all’opposizione, che ha appoggiato la maggioranza dopo l’introduzione nella convenzione che regolerà l’utilizzo delle strutture, di alcuni punti a favore dell’uso pubblico di uno spazio da adibire a sala cinema. Nella sua dichiarazione di voto Forza Italia ha però specificato che «l’impatto ambientale del cemento è enorme. Sarebbe stata opportuna una riduzione, ma rispettiamo l’esigenza legittima del privato». 
Il piano, dopo l’adozione nel gennaio 2002 in consiglio comunale e lo stop in Regione per diversi mesi, dovuto al ritiro del piano stesso da parte del comune, era stato riproposto nella seduta di un mese fa; poi lo slittamento di un mese e la discussione di ieri sera.


Il progetto, illustrato con una proiezione nella sala del consiglio comunale è variato rispetto alla originaria progettazione solo sotto il profilo estetico e architettonico, ma non nell’ambito della volumetria, praticamente immutata rispetto a un anno e mezzo fa, e ferma a 54.000 metri cubi. Tredici, in tutto, i lotti, che comprendono un albergo di circa 90 camere oltre ad altre 12 unità abitative – palazzine – adibite ad appartamenti. Previsti anche spazi pubblici, vale a dire una serie di percorsi nel verde, fruibili da tutti, oltre ad una piazza e a parcheggi pubblici; nell’albergo e sotto alcuni porticati frutto della ristrutturazione dell’area potranno trovare posto aree da destinare a eventi e manifestazioni. Un ottimo risultato per l’amministrazione. Troppo poco secondo l’opposizione del centrosinistra, che ha criticato il piano sia sulla base dei costi degli appartamenti, «inaccessibili per le tasche dei lavenesi», che sul piano estetico dove «il contesto è completamente avulso dalla storia della città e da quella dell’area a lago, inoltre resta sempre il problema delle strutture e delle aree pubbliche da adibire ad usi pubblici, come feste e manifestazioni e soprattutto eventi di carattere culturale», come ha affermato Luca Petoletti, consigliere del centrosinistra.
Il progetto ora arriverà, secondo l’iter, in Regione. I tecnici del Pirellone avranno 90 giorni per esaminare il progetto così "corretto" dalle osservazioni ed emettere un parere vincolante. Poi il tutto tornerà in comune per l’approvazione finale. Circa i tempi, lo stesso Trezzi ipotizza la primavera del 2004 per l’inizio dei lavori «Ci auguriamo che la regione dia un parere positivo al progetto – ha commentato Trezzi -. Poi vi sarà la fase delle concessioni edilizie e la proprietà, la Cà Sagredo di Milano, la stessa proprietaria del palazzo adiacente al casinò di Venezia, si occuperà di realizzare le strutture. L’impegno economico da parte della proprietà già profuso in questo progetto – si parla di decine di miliardi tra acquisizione e progettazione, oltre alla futura demolizione ed edificazione –  costituisce la miglior assicurazione che esso verrà realizzato, e secondo i parametri imposti dal comune»

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Pubblicato il 24 Giugno 2003
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