«La nuova viabilità è stata un totale fallimento»
Varese – Il primo di agosto le strade della città tornano alla normalità. Il centrosinistra attacca l'amministrazione comunale per le scelte compiute
«La sperimentazione della viabilità è stata un completo fallimento». Non usano mezzi termini i consiglieri comunali del centrosinistra di Varese per descrivere il mese in cui si è svolta cosiddetta “rivoluzione viabilistica” nel centro della città.
La prova si concluderà il prossimo primo di agosto, dopo quasi due mesi di polemiche. «Sono stati commessi errori di metodo e di merito – spiega Alessandro Alfieri della Margherita in una conferenza stampa tenutasi sabato mattina e alla quale era presente anche il diessino Fabrizio Mirabelli e Roberto Molinari della Margherita – Questo fallimento è la chiara dimostrazione che non c’è una guida in testa a questa amministrazione. Una macchina senza guidatore è destinata, prima o poi, ad andare a sbattere contro un muro».
Secondo Alfieri l’amministrazione comunale, per gestire questi mesi di sperimentazione, ha sbagliato «perché non è riuscita a coinvolgere cittadini e commercianti. Ma non solo, entrando nel merito di come è stata presa la decisione, non sono state coinvolte nemmeno le commissioni e, quel che peggio, il consiglio comunale. Si è trattato di una decisione presa solo a livello di segreterie di partito, senza alcuna collaborazione».
Per il centrosinistra varesino, in questa maniera, il piano viabilistico sperimentale era in contrasto con il progetto Morandini. «Inoltre, non è stata creata un’area pedonale, ma semplicemente un allargamento della zona a traffico limitato – prosegue Alfieri – Adesso vogliamo che l’amministrazione comunale ammetta il proprio sbaglio, che riconosca i numerosi disagi creati inutilmente e che, in futuro, siano coinvolti sia il consiglio comunale che cittadini e commercianti».
Oltre alle critiche, dal centrosinistra arrivano anche suggerimenti. «In futuro, per uno studio sulla sistemazione viabilistica della città, si dovrà tenere conto delle tangenziali delle quali, finora, si sono solo annunciati molti studi di fattibilità. Serve poi studiare una serie di parcheggi di interscambio: è inutile chiudere il centro se poi la gente non sa dove lasciare l’auto. Inoltre, deve assolutamente essere potenziato il trasporto pubblico urbano. Solo allora si potrà pensare di allargare la zona pedonale in maniera definitiva».
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