Smog e blocco totale. Comuni pronti a disobbedire

Dalla regione comunicazioni vaghe e tardive. Per gli amministratori serve una politica seria e una programmazione dei blocchi

Se scattasse il blocco della circolazione totale e per di più infrasettimanale, allora partirebbe anche la disobbedienza civile. Non è quella dei no global, ma i comuni dell’area del Sempione potrebbero averne fino sopra i capelli di provvedimento a singhiozzo, di mancate comunicazioni, di ordinanze dell’ultimo minuto, decisi sull’andamento meteorologico. Nei giorni scorsi si è anche parlato di blocco totale del traffico infrasettimanale. Girava anche una data, martedì 4. Al momento attuale gli amministratori non ne sanno nulla: nessun fax e neppure sms del presidente della Regione. È sicuro solo il blocco parziale fino a che le polveri non rientrino nei valori normali. Lo stop vale per le auto non catalitiche e non ecodiesel.
Ma se arrivasse l’ordinanza dell’ultima ora per un blocco totale? «Vorrà dire che il comune di Busto Arsizio, che è stato sempre in prima linea nel rispettare e nell’organizzare i blocchi, non sarà così ligio nel rispettare l’ordinanza» commenta l’assessore all’ambiente e alla viabilità Paola Reguzzoni. Non nasconde scetticismo sull’eventualità di un blocco dell’ultimo minuto «Sarebbe davvero impossibile predisporlo», ma non cela una certa insofferenza verso quelli che rappresentano misure tampone e soprattutto a singhiozzo. «Torno a ribadire che i blocchi svolti con queste modalità non servono – aggiunge. Il problema inquinamento esiste e lo sappiamo, tanto vale programmare una politica di blocchi periodica».
Anche perché i comuni sono quasi gli ultimi a sapere delle decisioni in materia. Una volta che la regione ha raccolto i dati sull’aria e valutato che non ci saranno venti e piogge che ci salveranno, scattano le misure per correre ai ripari. «A riguardo di eventuali blocchi infrasettimanali non abbiamo avuto nessuna comunicazione e nessun preallarme dalla regione e francamente per disporre un blocco totale non basterebbero tre giorni».
Cinismo, insofferenza? È un misto di stizza e rassegnazione ciò che anima Livio Frigoli, sindaco di Castellanza. «I blocchi non servono a niente e la confusione a riguardo parte direttamente dalla Regione». Serve una politica regionale seria. Ma questo Frigoli ormai non si prodiga più a dirlo.

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Pubblicato il 03 Marzo 2003
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