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Un impegno forte e preciso verso un possibile nuovo sviluppo economico territoriale. Per questo la Camera di Commercio ha prima commissionato uno studio sulle opportunità turistiche del Varesotto e poi ha stipulato un protocollo d’intesa con la Provincia in cui vengono stanziati, per i prossimi 5 anni, circa 5 milioni di euro. Il presidente della Camera di Commercio di Varese, Angelo Belloli, e il segretario generale, Mauro Temperelli hanno le idee chiare sul da farsi. «Se il "piano strategico" dell’area varesina si inserisce armonicamente in un sistema più ampio, e se il comune di Varese è disponibile a far parte di questa "rete", crediamo che si possano raggiungere risultati concreti e positivi per il territorio».
In che senso? «Come sempre quando si fanno dei piani strategici occorre individuare anche delle risorse economiche. Ente camerale e Provincia si sono mossi in questa direzione. Ora altri possono sottoporci delle proposte e dei progetti concreti. Se guardiamo al turismo dobbiamo avere la consapevolezza che non esiste più un turismo di destinazione, ma motivazionale. Bisogna quindi creare dei motivi per cui la gente venga a Varese». Quali possono essere questi motivi? «Trovare un polo congressuale attrezzato e di buon livello» Quali iniziative per realizzare ciò? «Al di là delle risorse stanziate, vogliamo sviluppare l’area delle Ville Ponti perché divengano un vero centro congressuale che abbia tutte le attrezzature e motivazioni per attrarre convegni importanti di livello nazionale e internazionale. Insomma, un vero centro congressuale alberghiero. – afferma Mauro Temperelli. – Questo è il primo obiettivo che vorremmo raggiungere. Il secondo strumento che è stato messo a disposizione del territorio è il centro di MalpensaFiere, un centro a pochi minuti dall’aeroporto che ha l’attrattiva del business. Non si vogliono solo fare fiere, ma anche ospitare aziende che portino a sfruttare la vicinanza dell’hub intercontinentale».
Trova che Varese stia riuscendo a fare "sistema", magari facendo convergere i diversi progetti di rilancio? B: «Abbiamo posto le basi per lavorare anche con il Comune, noi ci teniamo a dialogare e creare un "sistema" come quello fatto con la Provincia». T: «Bisogna uscire dai luoghi comuni di Varese come “provincia verde”, Varese deve essere anche una provincia dove si fanno degli eventi, dove ci sono dei circuiti. Nel turismo poi è l’offerta che determina la domanda. Questo vuol dire che ci vogliono alberghi e centri fieristici, e su questo la Camera c’è. La Camera può esserci anche a livello di riflessione su strade e infrastrutture. Con gli altri enti a far sistema su queste cose ci saremo. Per noi un punto importante è il convention bureau: siamo una provincia che deve diventare un modello, forte e di punta del turismo congressuale, viste soprattutto le caratteristiche geografiche, strutturali e l’architettura tipica delle nostre ville. Vanno messi “a rete” diversi poli congressuali in tutta la provincia e creare una grande offerta sotto questo profilo». Ci vorrebbe più collaborazione tra le realtà politiche ed economiche, o quella intrapresa dal comune di Varese è la strada giusta? T: «Varese è un comune capoluogo di provincia e la sua attività va al di là del confini amministrativi. È giusto che questo raggruppamento di idee e di comuni nell’ambito di questo piano si inserisca in un concetto più ampio che è di tutto il territorio provinciale. Ci deve essere un assoluto collegamento e un’assoluta coerenza tra ciò che fa un insieme di soggetti in un piano e ciò che fa un insieme di soggetti che, invece, è sovraordinato. Nel nostro progetto ci sono solo due enti, e sono gli unici, in tutta la provincia, che hanno competenza su tutto il territorio». Quindi bisognerebbe coinvolgere maggiormente tutta la provincia. T: «Noi come bacino naturale abbiamo tutta la provincia. Se ci sono delle situazioni di aree allargate come questa di Varese, è ovvio che vanno cercate delle integrazioni e delle modalità operative massimamente condivise. Con la Provincia stiamo provando a "fare sistema" unendo pubblico e privato e finora ne siamo molto soddisfatti. Lo abbiamo fatto con il turismo e adesso stiamo vedendo come posare i binari, ma le traversine le possono mettere tutti, comuni e privati». Quindi una possibile collaborazione con il Comune di Varese? T: «Sicuramente ci sono le basi per una collaborazione, bisogna trovare delle modalità condivise oltre che nel merito anche nella metodologia e nell’approccio». Una strategia per portare Varese e la sua provincia a livelli di eccellenza… B: «Il Convetion bureau è sicuramente l’aspetto che vuole creare le motivazioni che facciano attrazione. Una provocazione: se Varese vuole entrare in questo discorso semplicemente dicendo “Una città giardino”, ritorniamo a un concetto vecchio. Ci sta anche, ma uno degli aspetti fiore all’occhiello della provincia, è, per esempio, il turismo sportivo, tipologia di turismo che si è sviluppata in province che non hanno la nostra eccellenza da quel punto di vista. Ma per valorizzare questo aspetto occorre un sistema “a rete”». T: «Prima di fare strategia bisogna fare un’attenta analisi e capire i punti di forza e debolezza che ha la nostra provincia. Lo abbiamo già fatto sul turismo, ma va fatto anche sul resto». B: «Sicuramente far sistema vuol dire anche pensare in grande, pensare ai grandi progetti e non ragionare a macchia di leopardo». Il tessuto economico locale è preparato a un salto di qualità di questo tipo? T: «Ci sono ancora molti punti interrogativi da risolvere. Su tutti quello della globalizzazione. Ad esempio, un settore che stiamo molto studiando ora è il tessile, ovvero capire come, da qui a dieci anni, cosa ne sarà della nostra zona, come sarà la competizione internazionale. In generale, come provincia, dobbiamo presentarci con un’offerta nuova , non solo industrializzata, ma “a rete”, a filiera: industria, artigianato, turismo, scuole, università». E la classe politica, abbiamo uomini e donne preparati per questo tipo di gestione? B: «Quello che forse possiamo lamentare in questo momento è il fatto di non essere riusciti a coinvolgere i politici. Con le istituzioni vi è un bel dialogo e una buona collaborazione, ma con i politici è diverso. Bisogna distinguere le due cose. Non essere riusciti ad avere un uomo politico della provincia alle manifestazioni di MalpensaFiere, è un fatto che quanto meno ci fa chiedere se questa strategia sia condivisa o meno». T: «Con le istituzioni, Provincia e Regione, ci sono tutte le premesse per lavorare bene». B: «Con le istituzioni c’è un ottimo dialogo ricco di risultati. Ad esempio il Cartoon Forum di settembre è frutto di un’altra collaborazione con la Provincia». Quale occasione può cogliere la provincia con un’iniziativa come Cartoon Forum? B: «Prima di tutto la conoscenza del territorio: 800 persone presenti, 80 testate giornalistiche, 15 televisioni europee. Secondo, coinvolgere tutta la provincia con occasioni collaterali per scoprire un settore poco conosciuto, molto sfruttato e a cui guardate con molto ottimismo per il futuro». Un sogno a occhi aperti: un grande evento internazionale che renda Varese celebre nel mondo. B: «Naturalmente su Cartoon Forum abbiamo puntato come primo gradino». T: «Più che un grande evento vogliono una serie di eventi. Non ci pioveranno il Festival di Sanremo o le Olimpiadi, bisogna lavorare per gradi. Cominciamo a creare le premesse per il nostro territorio facendo "sistema"». B: «Non è solo creare l’evento che poi finisce, bisogna creare le strutture, qualcosa di permanente che consenta al territorio di crescere e attirare».
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