Gilli: «Non ho attaccato la provincia di Varese»

Per il sindaco i problemi non sono di ordine politico, ma territoriale: la ricetta sta nella maggior collaborazione tra comuni e province

Non si tratta di un problema politico ma territoriale, l’intenzione è quella di rafforzare la vocazione storica comprensoriale di Saronno. Il sindaco della città, Pierluigi Gilli, precisa quanto detto qualche giorno prima di Natale quando affermò di valutare l’ipotesi che la città potesse passare sotto la provincia di Como. La dichiarazione e le sue motivazioni generarono subito parecchio clamore. «Rientrato da una breve pausa feriale – spiega Gilli -, ho verificato che una mia innocente battuta, nell’ambito di una lunga intervista rilasciata ad un autorevole quotidiano prima di Natale, ha provocato un’ininterrotta serie di prese di posizione, di dubbi, di illazioni: insomma, tanto tuonò, che piovve. Mi meraviglio dell’interesse enorme suscitato dalla mia ipotesi che Saronno cambi provincia: ipotesi appena abbozzata e, comunque, nei miei intendimenti, bisognosa di notevoli approfondimenti e di uno studio di fattibilità; ipotesi, tuttavia, che avuto una notevole accoglienza a livello popolare».

Secondo il primo cittadino non si tratta quindi di un problema politico, ma territoriale: «A taluni è parso come un attacco alla Provincia di Varese o, peggio, un brutto colpo alla dirigenza politica varesina della Casa delle Libertà: illazioni fuorvianti e ben lontane dal mio pensiero: mai avuti rapporti così fruttuosi e positivi a quel livello. Premetto che – non solo in questa occasione – ho avuto modo di costatare quanto la lontananza fisica e la posizione eccentrica di Saronno e del Saronnese abbiano costituito un inciampo serio per lo sviluppo e, soprattutto, per l’ordinaria amministrazione di un territorio così malamente suddiviso in tre (fra poco quattro) province; gli esempi potrebbero essere innumerevoli e, a onor del vero, non dipendono dalla cattiva volontà delle Province, ma oggettivamente da confini mal disegnati, che impediscono all’Ente superiore, quand’anche lo voglia, di pensare in termini grandi. Si tratta, com’è visibile per chiunque, di un ostacolo serio e concreto, che complica la vita dei cittadini e degli amministratori».

Per Gilli le soluzioni al problema sono da ricercare nella creazione di una mentalità comprensoriale. «In questi anni mi sono sforzato di stringere rapporti sempre più positivi con i Comuni contermini – spiega -, per una gestione complessiva del territorio, ad esclusivo beneficio di tutte le comunità varesine, comasche e milanesi che su Saronno gravitano. Segnali di apprezzabile ed apprezzato coinvolgimento ci sono stati, però più tra i sei Comuni della Provincia di Varese, giacché gli altri Comuni confinanti, nonostante la buona volontà dei Sindaci, non possono ignorare le circoscrizioni provinciali. L’importante, a mio avviso, è che si riesca a dar vita, almeno nella pratica (se non dal punto di vista amministrativo), ad una mentalità comprensoriale, che permetta alla nostra città ed ai tanti paesi che vi fanno di riferimento di assumere insieme decisioni di più ampio respiro, oggi oggettivamente complicate dai confini; questo è il mio scopo primario, per cui ho tanto insistito in questi anni, con il conseguimento di qualche buon risultato: che, poi, lo si possa raggiungere stando in una provincia o in un’altra è relativamente importante; l’essenziale è che si riesca a collaborare tra Comuni». 
«Ho motivo di ritenere che la Provincia di Varese, riconosciuta la specialità geopolitica e l’importanza di Saronno e del suo bacino naturale, possa fungere da elemento trainante in questo lavoro di ricomposizione territoriale: un Ente sovraordinato, in collaborazione con le altre due (e forse tre) Province (Como, Milano e, a breve, Monza), con l’intervento della Regione Lombardia, potrebbe consentire la nascita di un patto tra Comuni, Province e Regione, non tanto per la formazione di una nuova entità amministrativa (il che è escluso dalla legge), quanto per un governo territoriale tramite convenzioni, in grado di superare i soffocanti confini attuali. I sei Comuni varesini (Saronno, Caronno Pertusella, Cislago, Origgio, Gerenzano, Uboldo) hanno già intrapreso questa strada, in modo informale, con incontri periodici tra i Sindaci; un organismo come questo, informale ma di natura pattizia, con l’intervento delle Province, permetterebbe, com’è nell’auspicio di tutti, di superare le difficoltà burocratiche all’ordine del giorno».

Gilli riconosce che in questi anni vi sono stati diversi miglioramenti nelle forme di collaborazione tra Provincia e Saronnese. «Significativi segnali sono venuti dal Presidente Reguzzoni – spiega il sindaco -, dal Vice Presidente De Wolf e dall’Assessore Azzi, che, in quanto saronnese, conosce perfettamente la nostra realtà ed i disagi che patisce. Io desidererei che questa collaborazione fattiva e seria potesse estendersi anche alle altre Province, in particolare con quella di Como – cui siamo legati da maggiore omogeneità -, così da ragionare in termini comprensoriali ultraprovinciali, in termini – mi si passi il termine – di una importante parte dell’Insubria, oggi suddivisa. Questa è la "Provincia che non c’è", ma è anche la "Provincia che non ci sarà"; il destino di Saronno e del suo bacino sarà di successo, io credo, solo quando, per le grandi scelte, essi saranno coinvolti in ragionamenti più ampi e con la collaborazione delle province; altrimenti, se ci si chiuderà negli steccati confinari, si resterà nel limbo delle lamentele e si perderanno occasioni di contare di più. La politica deve servire a semplificare, non a complicare le cose: sono convinto che gli Amministratori Provinciali di Varese, di Como e, perché no?, di Milano, sapranno assecondare nel modo migliore le giustificate e documentate esigenze del nostro territorio; insieme nel fare, con l’appoggio delle forze politiche di tutta la casa delle Libertà, che ha nella sua natura il rispetto delle autonomie».

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Pubblicato il 07 Gennaio 2004
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