“Il segreto di una buona idea? Deve rotolare”. Parola di Pasquale Diaferia
Il pubblicitario che ha riempito le strade di Milano con 15mila reggiseni, ha raccontato i segreti di una buona pubblicità in un incontro all’auditorium Elmec
“La gente pensa che per fare pubblicità basta una bella donna. Ecco perché pochissimi fanno bene questo lavoro”. Pasquale Diaferia, pubblicitario e copy writer, sa quello che dice. Da oltre trent’anni firma spot e campagne pubblicitarie diventate pietre miliari. Dal suo studio sono passati Barilla, Piaggio, Kraft, Panorama, Peroni e persino il ministero per le Politiche Sociali.
«In realtà per fare bene questo mestiere servono idee, idee e ancora idee» continua Diaferia davanti al pubblico che è venuto ad ascoltarlo all’auditorium Elmec di Brunello su invito di Arialdo Pigionatti di Elmec Solar.
«L’idea vincente è quella circolare, quella che lanci e torna immediatamente al pubblico».
Secondo Diaferia il pubblicitario 2.0 ha il dovere di coinvolgere il suo spettatore, di renderlo partecipe del messaggio e di farlo in modo emozionante. «Bisogna creare interazione con il pubblico a cui ci si rivolge. Un esempio? La campagna per il lancio di un film in cui abbiamo riempito Milano con migliaia di reggiseni o l’iniziativa del comune di Tradate per sensibilizzare i cittadini alla raccolta differenziata. Il sindaco ha ingaggiato un creativo che ha riempito un edificio pubblico di sacchi dell’immondizia. La mattina seguente i tradatesi si sono trovati davanti a una spettacolare riflessione pubblica».
Il risultato secondo Diaferia non si esaurisce nella sorpresa, ma si rigenera come in una reazione a catena. «I video virali su YouTube sono un esempio perfetto di circolarità» continua il pubblicitario, «lo spettatore è così coinvolto da ciò che vede, da divenire lui stesso tramite del messaggio condividendolo con i propri amici».
Un “contagio” veicolato dai social network a cui ci prestiamo, volenti o nolenti, sempre più spesso.
Dalla campagna di Burger King che invitava a cancellare 10 amici da Facebook per ottenere un buono sconto, fino al cartone animato australiano per sensibilizzare i più piccoli ai rischi dell’attraversamento dei binari. Pubblicità che sono rimbalzate ai quattro angoli del pianeta superando forse, le stesse aspettative dei creativi che le hanno realizzate. «Per questo – conclude Diaferia – come in tutti i lavori, bisogna ricordare i valori fondamentali dell’etica e del rispetto dell’altro».
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