Lega con Berlusca, e il celtico deluso se ne va
Il mal di pancia della base: uno dei militanti che avevano portato Maroni alla testa del movimento annuncia su facebook che lascia il partito dopo 20 anni di battaglie. Il segretario Bianchi: "Compromessi necessari"
Il sentimento della base è silente ma ribolle. Non tutta la Lega nord accetterà di buon grado il ritorno al matrimonio politico con Silvio Berlusconi e il primo a dire che non ci sta è stato un militante di base di Vizzola Ticino, Roberto Stefanazzi (nella foto), forse uno dei più conosciuti tra i “barbari sognanti”, uno di quelli che per fare la rivoluzione maroniana ci mise la faccia, che partecipò ai cori contro Rosi Mauro al «Maroni day» di Varese, alla serata delle scope di Bergamo, uno di quelli che sognava la Lega indipendentista. E invece, ecco il suo messaggio su facebook: «A seguito delle recenti decisioni politiche che la Lega ha adottato, che la mia coscienza e il mio intelletto non possono né vogliono accettare, considerandomi da sempre un Uomo Libero, servo di nessuno, senza padroni di sorta, ho deciso dopo quasi 20 anni (sono entrato nel 1993) di leale, umile e nascosto, a volte battagliero, servizio nella Lega, di lasciare questo Movimento in cui ho militato per una vita…senza rimpianti. Si chiude un capitolo. Ciao e arrivederci». Riassume lo spirito di una parte radicale della Lega Nord (Stefanazzi si dichiara "insubre" ed è uno studioso di archelogia delle popolazioni pre-romane del territorio, ed esperti di araldica).
Difende invece la scelta di Maroni il segretario provinciale Matteo Bianchi (foto)Tale scelta deve esser giudicata solo a posteriori. La base leghista seguirà la decisione come ha sempre fatto anche nei momenti più difficili. Ma la base ragiona anche di pancia, e vede la politica bianca o nera. Tuttavia, bisogna fare delle scelte, che portano a compromessi, per raggiungere certi obiettivi e quindi abbiamo la speranza che la strada delineata da Maroni sia quella corretta».
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