Ordinanze anti-profughi, il Comune dovrà risarcire
Nell'estate 2017 il sindaco Cassani aveva emesso l'ordinanza che imponeva oneri aggiuntivi ai gestori dei centri di accoglienza. Tre associazioni hanno fatto ricorso: le ordinanze "alimentarono il clima di sospetto intimidatorio, ostile e umiliante", scrive il giudice
Il Tribunale civile di Milano in due sentenze ha dichiarato il “carattere discriminatorio” delle ordinanze-fotocopia emanate dai Comuni di Inzago, Cologno Monzese e Gallarate.
Il tribunale si è pronunciato dopo un ricorso dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), di Avvocati per niente onlus e dell’associazione milanese Naga.
Le ordinanze erano quelle adottate nell’estate 2017 dal sindaco di Gallarate Andrea Cassani e, appunto, dai colleghi di partito di Inzago e Cologno Monzese. Secondo il tribunale si basano sul “concetto che l’accoglienza” dei richiedenti asilo “metta in pericolo di per sé la salute e l’incolumità pubblica”, ottenendo “l’unico effetto, indiretto, di violare la dignità ed offendere le persone destinate ad essere ospitate in ragione della loro provenienza etnica e nazionale, alimentando il clima di sospetto, intimidatorio, ostile ed umiliante”.
Il caso, spiega Asgi, era nato quando «numerosi sindaci leghisti avevano adottato un unico modello di ordinanza» con la quale «avevano imposto una serie di oneri procedimentali a tutti i privati che intendessero mettere a disposizione i propri immobili per attivita’ di accoglienza».
Il giudice milanese, con due distinte ordinanze, ha imposto ai tre Comuni un risarcimento del danno “da discriminazione” nella misura simbolica di 1000 euro a favore di ciascuna associazione, oltre alla pubblicazione (anche sul sito dell’ente) del promnunciamento.
Le tre associazioni che hanno proposto ricorso «esprimono soddisfazione per questa decisione che mette un freno a quell’opera di diffusione della paura e della avversione nei confronti dei richiedenti asilo perseguita da alcune forze politiche e spesso anche dalle istituzioni e che rischia di condurre alla demolizione del sistema di accoglienza».
«Ci è stata comunicata ieri sera dal legale del Comune, per ora non rilascio dichiarazioni» dice il sindaco Andrea Cassani. «Aspetto di avere in mano la sentenza». Va specificato che l’ordinanza gallaratese era già stata sospesa, dopo che il Tar, su ricorso della Prefettura, l’aveva dichiarato illegittima.
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