Alessandro Cadario: “Semino la musica per il futuro”

Appuntamento a sabato 26, al Teatro Arcimboldi di Milano, con gli alunni dei licei di Varese e Saronno. Alla direzione anche Ennio Morricone.

«Un lavoro umile e semplice tra i banchi di scuolaۘ». Così Alessandro Cadario presenta il concerto di sabato 26, alle 21, al Teatro Arcimboldi di Milano (biglietto a euro 13 e 23,50) a favore della onlus Dottor Sorriso, struttura che dal 1996 aiuta i bimbi ricoverati nei reparti pediatrici di tutto il mondo. Cadario, che si alternerà sul palco con Ennio Morricone alla guida di circa trecento giovani tra coro e orchestra, racconta l’evento.

Un appuntamento anche varesino?
«Il coro SONG Lombardia è composto dagli alunni dei licei varesini “Cairoli” e “Ferraris” e da
quelli del liceo “Legnani” di Saronno: un’esperienza ormai decennale che i docenti degli istituti
stanno vivendo con grande passione. A loro si uniranno il Coro Mani Bianche Lombardia e la
FuturOrchestra».
Perché è così importante?
«Alcuni ragazzi dei miei cori, lo scoro anno, avevano avuto l’occasione di cantare con Elisa. Oggi, come allora, ci si accorge che l’insegnamento nelle scuole porta a collaborazioni e partecipazioni significative, anche senza doversi lanciare in casting per “certe” trasmissioni televisive che non danno formazione ma solo finzione».
Canto corale e formazione dei giovani: binomio perfetto?
«La scuola è il futuro: si tratta di fatti, non di parole. La musica, ed in particolare il canto corale,
è un lavoro importante nella “semina” del proprio domani. La musica rappresenta l’attività che
più di tutte proietta i giovani in una dimensione totale perché si deve essere in grado di collegare le nozioni apprese ad un fatto fisico, pratico. Per riuscire in questo, è fondamentale la sinergia di tutti».
Collaborazione e tolleranza?
«Certo, perché ci si sente uniti dallo stesso obiettivo, non ci si concentra sulle differenze tra i
ragazzi ma alla condivisione dei pregi. Infine, la musica obbliga ad affinare le capacità di ascolto
e di interazione senza per questo tendere all’omologazione e alla perdita delle sfumature della
propria personalità. I giovani che studiano musica saranno adulti migliori: cittadini più attenti e più sensibili».
La figura di Ennio Morricone è un punto di riferimento nella trasmissione dei valori alle
nuove generazioni…

«…Un riferimento unico e incondizionato, che aiuta i giovani a capire cosa fa di un artista un “mito” e li aiuta a cogliere l’essenza del suo insegnamento senza rincorrere i rituali inutili dello star system. Ecco, il Maestro Morricone è un “mito” della musica italiana e lo dimostrerà anche sabato con due suoi brani: “Metamorfosi di Violetta” prende il via dalla tradizione (con la breve citazione di “Amami Alfredo” dalla Traviata di Giuseppe Verdi) per poi inoltrarsi nella sperimentazione. Ciò che dice ai giovani è: “studiate e conoscete”. Studiate Palestrina, Monteverdi, Bach: si tratta del più alto punto di osservazione per guardare al futuro come cittadini e come artisti».
I brani di sabato rappresentano una piccola storia della musica: un consiglio al pubblico?
«Morricone dirige la sua musica, quindi è un fatto imperdibile di comunicazione e rispetto nei confronti di chi ascolta: dopo le Metamorfosi sarà la volta del “Tema di Deborah” da C’era una volta in America. Altro brano al quale dedicare particolare attenzione sarà l’Ouverture dal Coriolano di Ludwig van Beethoven, dove l’artista esprime con slancio sublime il contrasto interiore di Coriolano, lacerato tra il dovere militare e l’amore per i suoi affetti più cari».

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Pubblicato il 22 Maggio 2012
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