Senza lustrini inizia la carriera di Elton John
Anche qui dopo un primo passo falso
La storia di Elton la conoscete, ma forse non sapete che aveva scelto il nome d’arte – in realtà si chiamava Reginald Kenneth Dwight – prendendolo da due suoi compagni nel gruppo dei Bluesology: Elton Dean, poi sassofonista dei Soft Machine, e Long John Baldry, cantante protagonista del blues britannico.
Per questo altro caso di secondo album scambiato per il primo (non molto riuscito e pubblicato negli USA solo anni dopo) si era fatto aiutare dal grande arrangiatore Paul Buckmaster, che aveva lavorato su Space Oddity di Bowie e avrebbe continuato in tantissimi dischi, compreso il primo di Branduardi. Era uno che faceva molto sentire l’orchestra, e questo è il motivo per il quale questo bellissimo disco è molto discontinuo. Certo che quando inizi con Your Song potresti anche trascurare il resto, ma non è il caso qui, visto che si passa con disinvoltura dall’altro capolavoro Border song all’apertamente rollingstoniana No shoe strings on Louise, dalla romantica I need you to turn to alla trascinante Take me to the pilot. In UK era nata una stella, che avrebbe conquistato presto l’America ed il mondo.
Curiosità: una strana storia, con versioni differenti, unisce Elton a Nick Drake. Nel 1968 l’allora sconosciuto Elton incise dei demo, tra i quali le proprie versioni di tre brani dell’allora altrettanto sconosciuto Nick che, eseguite dall’autore, comparvero poi su Five Leaves Left. Non furono mai pubblicate ufficialmente (per fortuna!) ma si trovano su vari bootleg e su Youtube. Non aspettatevi però nulla di buono…
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