Novanta dottorandi presentano studi e ricerche
L'iniziativa riguarda i progetti dell'area biomedica dell'Insubria. È in programma l'8 e il 9 marzo in via Dunant
Novanta dottorandi dell’Università dell’Insubria saranno impegnati domani e dopodomani (8 e 9 marzo 2012), a presentare alla comunità scientifica i loro lavori di ricerca. Infatti l’Aula Magna della sede di via Dunant, a Varese, ospiterà il Secondo Workshop della Scuola di Dottorato in Scienze Biologiche e Mediche dell’Università dell’Insubria, la Scuola che coordina le attività degli otto dottorati di area biomedica dell’Insubria (Dottorato di Analisi, Protezione e Gestione delle Biodiversità; Dottorato di Biologica Cellulare e Molecolare; Dottorato di Biotecnologie; Dottorato di Chirurgia e Biotecnologie Chirurgiche; Dottorato di Farmacologia Sperimentale e Clinica; Dottorato d Fisiologia Sperimentale e Clinica; Dottorato di Medicina sperimentale e Oncologia; Dottorato di Neurobiologia).
Durante la due giorni di lavori, sono previste inoltre due lezioni magistrali: nella giornata di domani 8 marzo, il professor Mauro Fasano terrà un seminario su: "Global approaches for the unbiased investigation of molecular mechanisms of disease", mentre venerdì 9 marzo la professoressa Paola Zanovello dell’Università di Padova terrà un seminario su: "I rapporti fra meccanismi immunitari e tumore alla luce delle nuove conoscenze".
«L’organizzazione dell’evento è gestita integralmente dai dottorandi – sottolinea il professor Roberto Accolla, coordinatore della Scuola di Dottorato in Scienze Biologiche e Mediche – per il nostro Ateneo è un evento di grande importanza, poiché rappresenta uno dei momenti più significativi della vita stessa dell’Università, della sua pulsante attività di ricerca e dei suoi piani e orizzonti per il futuro. Inoltre il workshop è anche un momento significativo di possibile contatto tra Ateneo e territorio insubre: la comunità, attraverso iniziative di questo genere, può toccare con mano come i finanziamenti al nostro Ateneo sono investiti (anche attraverso il finanziamento derivato dal 5×1000) nell’attività di formazione e di ricerca dei nostri giovani».
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