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Verso un’apicoltura sostenibile: miele e cura delle api

Promuovere un'apicoltura sostenibile e inclusiva nella porzione meridionale della provincia di Varese per tutelare la biodiversità locale: è l'obiettivo del progetto Campo APErto promosso da Istituto Oikos

Varie

E’ tempo di raccolta per Cascina Burattana: nelle scorse settimane sono stati prelevati i primi melari, ora pronti per la smielatura. Tutto è iniziato a luglio del 2019, con l’arrivo di 6 famiglie di api in Cascina Burattana. Quest’anno, grazie alla cura di Valentina, giovane apicoltrice formata nell’ambito del progetto di Istituto Oikos Campo Aperto, le famiglie sono diventate 20. La produzione stimata è di più di 100 kg di miele.

La qualità del miele prodotto sarà definita nei prossimi giorni dall’analisi del polline presente, proprio perché il rapporto tra miele e ambiente di produzione è davvero molto stretto.

Il miele viene prodotto dalle api che, per realizzarlo, raccolgono il nettare, aggiungono particolari enzimi e fanno evaporare l’acqua in eccesso, immagazzinando questa sostanza zuccherina nelle celle dei favi all’interno dell’alveare.

L’ambiente in cui le api vivono, la vegetazione presente, i fiori che vi sbocciano, il clima e la qualità del territorio, portano alla produzione di un miele sempre unico, che racchiude in sé tutte le caratteristiche e le influenze del luogo in cui è stato realizzato. In Italia, infatti, esistono ben 30 varietà di mieli uniflorali e una infinità di millefiori, ciascuno indissolubilmente legato al territorio di origine.

Come sta andando la produzione di miele in Italia

Secondo l’Osservatorio Nazionale Miele, le basse temperature del mese di giugno, in particolare le minime notturne, accompagnate da giornate spesso ventose o piovose, non hanno favorito la produzione dei millefiori successivi all’acacia, del tiglio in pianura e della prima fioritura del castagno.

La produzione del miele di robinia, in Lombardia, è invece stata estremamente eterogenea ma, in media, accettabile, rispetto alla situazione disastrosa del 2019.

In provincia di Varese, dove la produzione di questo miele è rilevante, i picchi sono stati raggiunti attorno al lago di Varese con medie di circa 18-20 kg per alveare.

Diversa la situazione delle vallate varesine, dove la fioritura ha risentito delle basse temperature di marzo e la produzione è stata di 10-12 kg per alveare.

In parte del territorio nazionale, il mese di luglio coincide con il termine della stagione produttiva e molti apicoltori in questi giorni sono alle prese con gli interventi per il controllo della varroa, acaro parassita delle api che ne compromette la sopravvivenza.

Tuttavia, per contrastarlo, è possibile ricorrere a delle pratiche sostenibili, per le api, per l’ambiente e per gli apicoltori, in sostituzione dei trattamenti farmacologici: l’utilizzo dell’acido ossalico – ammesso nell’apicoltura biologica – unito alla tecnica del blocco di covata (scopri di cosa si tratta, come funziona e i successivi trattamenti – IL VIDEO), è una strategia a basso impatto ambientale ma che garantisce ottimi risultati.

Qui un video con alcune indicazioni fornite dall’Associazione Produttori Apistici della Provincia di Varese sul blocco di covata per l’applicazione di questa tecnica.

Per ulteriori dubbi o domande potrete consultare la sezione dedicata alle FAQ sul sito di Istituto Oikos.

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Questa iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto Campo APErto promosso da Istituto Oikos, in collaborazione con Associazione Produttori Apistici della provincia di VareseParco Pineta di Appiano Gentile e TradateCascina Burattana e finanziato da Fondazione Cariplo.

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Pubblicato il 07 agosto 2020

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