Pd: “Ecco la nostra proposta sulle scuole”

La riorganizzazione vista dall'opposizione che chiarisce perchè sono stati fatti gli errori nel passato e cosa si dovrebbe fare in futuro

In merito al piano di riorganizzazione della rete scolastica – verticalizzazione, il Partito Democratico intende sottolineare la gestione approssimativa di tutta la vicenda, da luglio ad oggi, sia dell’Assessore, sia della Giunta e più in generale dei partiti di Centro-destra che governano la città.
Non abbiamo mai chiesto le dimissioni dell’Assessore, semplicemente perchè non è l’unica responsabile della situazione di incertezza e confusione che si è venuta a creare, non era nostra intenzione creare un capro espiatorio negando e cancellando di conseguenza la responsabilità di tutto il centro-destra e ci sembrava troppo, ma forse abbiamo sbagliato, chiedere le dimissioni della Giunta.
 
Il primo errore compiuto da questa maggioranza è stato quello di non coinvolgere fin dall’inizio docenti e famiglie in un processo partecipato che avrebbe portato ad un provvedimento condiviso almeno nei criteri e nelle finalità.
 
Il primo piano, che prevedeva la soppressione di 4 scuole, è stato inserito all’ordine del giorno del consiglio comunale del 16 luglio 2009 per poi essere ritirato perchè ancora non deliberato dalla Giunta.
 
Si è arrivati a settembre con una situazione di stallo all’interno della maggioranza con l’astensione della Lega in Giunta e in Commissione sul piano presentato a luglio, senza fornire alcuna proposta alternativa, a dimostrazione della confusione che regnava all’interno del centro-destra.
 
Ma il fondo si è toccato nella sciagurata notte dell’ormai storico 7 ottobre, quando in una epica riunione a porte chiuse della maggioranza si è arrivati, senza un minimo conforto tecnico e didattico, ad una retromarcia maldestra che, salvando le 4 scuole di cui si era a luglio proposta la chiusura, indicava la chiusura di un’altra scuola in buona salute, considerata dagli stessi uffici comunali fra quelle in forte espansione.
La tanto evocata soluzione anziché far rientrare le proteste delle famiglie le ha allargate.
Il bello è che fino adesso nessuno si è ancora assunto la paternità della sciagurata soluzione del 7 ottobre, consegnata alla città in un comunicato stampa, troppo prematuramente baldanzoso, pubblicato sul sito ufficiale del comune di Varese e rimbalzato dagli organi di informazione cittadini.
 
Sotto la pressione della città e l’incalzare dell’opposizione, Lega, PDL e UDC si sono dovuti ragionevolmente arrendere e presentare ufficialmente solo la proposta di verticalizzazione degli istituti scolastici cittadini lasciando indistintamente tutte le scuole aperte.
 
Le famiglie di Varese hanno bisogno di certezze nel programmare il loro menage familiare. Dovendosi dividere tra le esigenze del lavoro e la cura dei figli, ricorrendo necessariamente all’aiuto dei nonni o di baby-sitter per gestire le ore in cui i bambini non sono a scuola, le famiglie hanno bisogno di sapere con certezza l’offerta educativa cittadina.
Le ricorrenti proposte di chiusure di scuole hanno creato il panico tra i genitori.
La preoccupazione rischia di amplificarsi in quelle famiglie che devono iscrivere i propri figli al primo anno della scuola primaria, rischiando di ridurre le iscrizioni alla classe prima in quelle scuole che sono state coinvolte nelle ipotesi inizialmente proposte e poi abbandonate.
Ora con l’avvicinarsi delle giornate dedicate agli open day nelle scuole e delle scelte dei genitori nelle iscrizioni alle classi prime, occorre definitivamente chiarire che il processo di verticalizzazione non comporta la chiusura delle scuole ma solo la riduzione delle dirigenze scolastiche.
 
Il Partito Democratico, come più volte manifestato, vede con favore la proposta di estendere il modello della verticalizzazione degli istituti scolastici a tutta la città.
A nostro avviso la verticalizzazione è un modello positivo, perchè lega la scuola ad un territorio e conferisce continuità al processo educativo tra i vari ordini di scuola.
 
Comunque, come anche sollevato da alcuni Dirigenti scolastici nei pareri da loro espressi, la territorialità non sempre è stata garantita nella proposta oggi in discussione e pertanto anche un’altra ipotesi di verticalizzazione poteva e doveva tenersi in conto.
 
Inoltre, intendiamo esprimere il nostro dissenso sul metodo fin qui utilizzato da parte dell’organo competente.
 
Innanzitutto riteniamo un grave errore la scelta di non aver coinvolto fin dall’inizio i docenti, le famiglie e le circoscrizioni. A nostro avviso la prima cosa che si sarebbe dovuto fare era condividere con i soggetti direttamente interessati al mondo della scuola, genitori e insegnanti, le motivazioni di un piano di riorganizzazione scolastica, illustrando il quadro normativo certo e al momento in vigore, individuando un percorso che avrebbe portato ad una definizione condivisa dei criteri e delle finalità, tenendo conto anche dello strumento che il consiglio comunale si diede 10 anni fa, la Consulta Scolastica, utile a prevenire dannose tensioni.
 
Un’altra pecca dell’amministrazione di centro-destra riguarda la gestione degli stanziamenti di bilancio sulla sicurezza scolastica, vincolati ad entrate derivanti da alienazioni patrimoniali che poi non si sono realizzate e che ha precluso la possibilità di eseguire lavori necessari sulle scuole. Per questo motivo presenteremo un Ordine del Giorno che mira a legare gli interventi sulle scuole ad entrate certe e chiederemo la convocazione congiunta delle commissioni Lavori Pubblici, Bilancio e Servizi Educativi per individuare e pianificare tutti gli interventi necessari.
 
E’ mancato,inoltre, un confronto politico e istituzionale con la provincia sulle scuole secondarie di 2° grado, presenti numerose nella nostra città: un piano completo avrebbe dovuto tener conto anche di eventuali scelte dell’amministrazione provinciale in termini di riorganizzazione della rete delle scuole secondarie di 2° grado. Anche in questo caso presenteremo un Ordine del Giorno al riguardo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 novembre 2009
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