“L’arroganza del potere: manifesti incollati ovunque”

Un cittadino gallaratese denuncia la pubblicità elettorale abusiva di un assessore e il disinteresse delle istituzioni. "Non hanno neanche registrato la mia segnalazione"

Manifesti elettorali abusivi, affissi (senza pagare una lira) su proprietà pubbliche. Lo denuncia Angelo Bruno Protasoni, che racconta anche il tentativo, durato un giorno, di far rimuovere i manifesti e di far rispettare la legge. A integrazione della vicenda pubblichiamo due foto scattate in via Liberazione (rione Cajello) e nel rione delle Azalee. 

Gallarate, mercoledì 4 maggio.
– ore 9:00, ricevo da un cittadino la segnalazione di una serie di affissioni abusive nei quartieri Caiello e Cascinetta: inoltro subito la segnalazione.
- ore 10:15, mia moglie si imbatte nell’affissore abusivo: ha già incollato manifesti dell’assessore Simeone ad ogni pensilina autobus AMSC e centralina gas AMSC sulla via Varese.
E’ sceso da un SUV colore argento e sta tranquillamente attaccando il manifesto in via Calabria (sul fronte di casa mia, tra l’altro …..).
L’attacchino/energumeno reagisce alle legittime rimostranze con insulti e minacce (in colorito vernacolo romanesco).
– ore 10:30, mia moglie si presenta in Comune, sede di via Verdi, per denunciare l’accaduto.
Le viene risposto che la cosa non è di loro competenza e che deve andare al comando dei vigili urbani in via Bottini.
Uscendo, mia moglie incrocia proprio l’assessore Simeone al quale riferisce (nel caso in cui non lo sapesse) quello che sta succedendo.
L’assessore dice di non saperne niente, assicura che "farà una telefonata", sostiene che in ogni caso "quattro manifesti non fanno male a nessuno": queste sono le parole dell’assessore.
– ore 11:00, mia moglie si presenta al comando dei vigli urbani per la denuncia: le viene risposto che "deve parlare con il responsabile del settore, che è impegnato in una riunione".
Espone quindi il caso a un viglie urbano che dice che riferirà e non le rilascia nessuna copia della denuncia.
– ore 19:00, in città sono ormai dilaganti le affissioni abusive con la faccia dell’assessore Simeone: nessuno dei manifesti è stato coperto o rimosso.
- ore 19:45, telefono personalmente al comando dei vigili urbani denunciando il fatto. Mi risponde con gentilezza una addetta che non si qualifica ma che mi ripete, ancora, che devo parlare con il responsabile del settore.
Io la avviso che ho intenzione di registrare la telefonata, a testimonianza della denuncia: mi risponde che in questo modo io commetteri un reato.
Chiedo allora, ancora, di parlare con il responsabile ma mi dice che è andato a casa.
Chiedo allora di parlare con un responsabile: a questo punto perde le staffe e, urlando, dice che loro "non sono al nostro servizio a quasiasi ora".
Riattacco dicendo che mi rivolgerò ai Carabinieri.

Gallarate, giovedì 5 maggio.
– ore 7:30, chiedo all’addetto alla nettezza urbana che passa davanti ai manifesti ancora affissi alle fermate dell’autobus, ignorandoli, se non sia suo dovere rimuoverli: mi guarda con aria di compatimento. Devo dire che lo capisco.
– ore 9:00, i manifesti sono ancora tutti al loro posto.

Domanda, ma che città è diventata Gallarate?
Questi sono i nostri assessori – amministratori che si candidano alla rielezione?
Questa è la nostra viglianza urbana al servizio dei cittadini?

Può darsi che non ci siano le mafie a Gallarate ma, sicuramente, c’è tanta, tanta, tanta arroganza del potere. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 maggio 2011
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